E Donald condanna i suprematisti bianchi: "Il razzismo è il male"

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Le altre vittime, invece, sono state causate successivamente dalla caduta di un elicottero della polizia che perlustrava l'area degli scontri.

Difficilmente il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riuscirà a far approvare il piano per la crescita. Dopo tante pressioni, ieri, un portavoce della Casa Bianca ha precisato che la condanna del presidente "chiaramente include suprematisti bianchi, Kkk, neonazisti e tutti gli estremisti". Il caso è quello degli scontri che si sono registrati a Charlottesville (Virginia), dove i contestatori antirazzisti sono venuti alle mani con i partecipanti del corteo dei suprematisti bianchi, gente dichiaratamente razzista e che sfilava persino con simboli nazisti. Si tratta di James Alex Fields jr, orfano di padre e militare mancato, di appena vent'anni.

Tutto è nato dalla protesta dei suprematisti bianchi contro la rimozione di un statua del generale Lee da un parco. Secondo il Washington Post, che cita un testimone, chi era alla guida avrebbe ha agito in maniera "assolutamente intenzionale". "Non c'è posto per voi qui", ha dichiarato il governatore Terry McAuliffe, proclamato lo stato d'emergenza nella città. Il gruppo opposto, di antirazzisti, si era formato in contrasto alla manifestazione, causando alcuni scontri.

Il dipartimento americano di Giustizia ha aperto un'inchiesta federale.

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Il grave incidente è oggi pomeriggio alle 13.30: secondo quanto riferito nell'urto sono rimaste ferite 18 persone. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale per i rilievi e i carabinieri .

Dopo 48 ore di polemiche piovute da ogni parte, Donald Trump fa marcia indietro e condanna le violenze di Charlottesville, in cui ha perso la vita una persona e 20 sono rimaste ferite.

E quindi bene ha fatto Trump a condannare tutte le forme di violenza da qualsiasi parte esse provengano, rifiutando di accodarsi alla grancassa dell'antirazzismo militante che ancora oggi mastica amaro per la vittoria del tycoon alle ultime elezioni presidenziali, e per l'appoggio a lui garantito dai nazionalisti americani.

Ma sono soprattutto le critiche dei repubblicani a bruciare. "Il diavolo va chiamato con il suo nome" dicono altri senatori di destra. A puntare il dito contro Trump anche l'ex leader del Ku Klux Klan, David Duke: "Guardati allo specchio e ricordati che sono stati i bianchi americani a regalarti la presidenza", afferma riferendosi all'invito del presidente a unirsi e opporsi all'odio.

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