Papa Francesco: "Sì allo ius soli". Salvini: "Lo faccia in Vaticano"

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"Amen. #stopinvasione". Il leader della Lega Nord Matteo Salvini su Facebook commenta così l'apertura di Papa Francesco al riconoscimento della nazionalità per i bambini che nascono sul suolo italiano. Il Pontefice definisce "un segno dei tempi" la "triste situazione di tanti migranti che fuggono dalla guerra" e dalla povertà.

Vi presento gli altri sette Stati membri dell'ONU che non l'hanno ratificata: Iran, Somalia, Sudan (nazioni con accentuata tendenza all'integralismo islamico, dove la donna si sa quanto vale...), Nauru, Palau, Tonga (piccoli paesi insulari del Pacifico) e, dulcis in fundo, gli esportatori mondiali di democrazia, udite udite (!), gli Stati Uniti!

Il Pontefice ricorda che la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo "offre una base giuridica universale per la protezione dei minori migranti". Ad essi occorre evitare ogni forma di detenzione in ragione del loro status migratorio, mentre va assicurato l'accesso regolare all'istruzione primaria e secondaria. Se lo vuole applicare nel suo Stato, il Vaticano, faccia pure.

Stefano De Martino in ospedale dai bambini
Molti sono stati i curiosi che gli hanno fatto qualche domanda inopportuna. Il noto ballerino di Amici di Maria De Filippi torna a far parlare di sé.

Sono le parole del premier Gentiloni, in un intervento su "Il sussidiario.net" alla vigilia della partecipazione al meeting di Rimini, che hanno immediatamente riacceso i riflettori (e le polemiche) sul ddl cittadinanza all'esame del Parlamento. Questa è la posizione di Bergoglio, che si esprime anche per un'accoglienza dovuta a tutti i migranti, senza se e senza ma: "Considerando lo scenario attuale, accogliere significa innanzitutto offrire a migranti e rifugiati possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione". Per i minori non accompagnati o separati dalla loro famiglia è importante prevedere programmi di custodia temporanea o affidamento. Il processo di integrazione ("che mira a formare societa' e culture rendendole sempre piu' riflesso dei multiformi doni di Dio agli uomini") puo' essere accelerato "attraverso l'offerta di cittadinanza slegata da requisiti economici e linguistici e di percorsi di regolarizzazione straordinaria per migranti che possano vantare una lunga permanenza nel paese". A Dio quel che e' di Dio, a Cesare quel che e' di Cesare.

Promuovere. "Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un'occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca".

Quello di Salvini non è comunque l'unico invito rivolto a Papa Francesco dal centrodestra a non interessarsi alle leggi in discussione nel nostro Paese.

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