L'idea del ministro Fedeli: obbligo scolastico fino a 18 anni

Adjust Comment Print

Non sono mancate le prima reazioni alle dichiarazioni delle Fedeli da Flc-Cgil e Uil Scuola, insieme all' Anp ( associazione nazionale presidi ) che commenta "Servono interventi mirati sulla qualità dell'istruzione e una vera autonomia scolastica". Ma finora la riforma non è stata completata e il nostro Paese con soli otto anni di obbligo scolastico è più indietro rispetto ai 9 o dieci previsti negli altri stati. "Spero non ci sia la volontà - ha sottolineato - di rimettere in gioco la scuola solo sotto un profilo di facciata".

Tuttavia mi trovo pienamente d'accordo con l'ultima proposta del Ministro Valeria Fedeli che vorrebbe estendere la scuola dell'obbligo fino ai 18 anni per tutti, nessuno escluso. "Si dovrebbe fare", ha evidenziato ieri Fedeli, "una rivisitazione complessiva dei cicli scolastici da un punto di vista della qualità dei percorsi didattici interni". Una scelta che, se attuata, porterebbe l'Italia in linea con parte dei paesi europei. "Se si punta su questo", ha aggiunto il ministro, "si deve sapere che il percorso educativo e formativo, che non smette mai nel corso della vita, ha comunque bisogno di avere una più larga partecipazione possibile, almeno fino a 18 anni". "Il sapere e le nuove competenze sono un elemento fondamentale".

Un progetto di lungo respiro dunque che la Fedeli sa che "non si realizzerà in due giorni, ma è importante avere una visione e pensare a come attuarla" ha concluso. Vuol dire più cultura, più conoscenze, più qualità nella relazione umana e civile, più capacità e adattabilità nel nuovo mondo del lavoro.

Ucciso il killer di Barcellona, la polizia: "E' l'autista della strage"
Inizialmente si pensava a due episodi differenti, invece l'uomo ucciso sarebbe proprio Younes Abouyaaqoub . Sono 6 spagnoli, 3 italiani, 2 portoghesi, una belga, uno statunitense, un canadese e un australiano.

L'innalzamento a 18 anni permetterebbe inoltre di accrescere il livello di istruzione dell'intera popolazione (oggi, tra i 25 ed 64 anni, meno della metà della popolazione italiana è in possesso di diploma superiore) e, grazie ad un effetto trascinamento, potrebbe aumentare, in maniera certamente più efficace di quanto si siano dimostrate le "lauree brevi", il numero dei giovani universitari e quindi anche dei laureati, attestati oggi intorno al 18% della popolazione (nell'area UE quasi il 40% è in possesso di laurea o titolo equivalente).

Infine, sul problema dei Neet: "In Italia abbiamo costruito poco per rispondere a questo dramma".

Comments