Scuola e vaccini, il Veneto fa da sé: moratoria fino al 2019

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"La nostra risposta sta nei fatti: siamo tra le regioni con il maggior numero di vaccinazioni, e questo grazie alla nostra politica decennale a favore di una vaccinazione informata".

Sui vaccini "molti hanno strumentalizzato quello che sta accadendo, cioè che il direttore generale della sanità del Veneto ha interpretato la legge con un decreto". Ma la decisione del Veneto di non applicare la legge sulla obbligatorietà dei vaccini in riferimento alla frequenza scolastica - benché, ad essere precisi, si tratti di un provvedimento di sospensione di due anni - non può non suscitare qualche riflessione. La cosa che più lascia increduli è la leggerezza con cui si assume una decisione del genere: le malattie non si fermano certo ai confini del Veneto.

Al Ministero non l'hanno presa bene. Mentre il Codacons si schiera con il Veneto e annuncia una denuncia nei confronti del ministro della Salute Beatrice Lorenzin al Tribunale dei ministri: "Sulla proroga della regione minacce inaccettabili. violata l'autonomia riconosciuta dalla Costituzione in materia sanitaria". Alla base della misura ci sono le incongruenze nell'applicazione della legge Lorenzin, rilevate dai tecnici veneti.

Sul fronte politico Zaia si trova piuttosto isolato, il collega Maroni ha già preso le distanze. "Lo certifica la giunta provinciale di Trento, del Pd", ha detto ancora il leader del Carroccio, commentando il caso della bambina uccisa dalla malaria a Brescia dopo il ricovero a Trento. Che fa un intervento a favore dello stesso Zaia.

NordEst - "Lorenzin minaccia la migliore Sanità d'Italia". E aggiunge, riferendosi al decreto del governo: "In Veneto siamo noi che informiamo i presidi sulla copertura vaccinale dei bambini nelle loro classi, non viceversa".

Stupri Rimini: Polonia chiedera' estradizione arrestati
POLONIA - La Polonia chiederà l'estradizione dei quattro arrestati per gli stupri di Rimini . Volevano farlo perché "rimasti impressionati dall'accaduto".

Nella Lega, la posizione più influente è ovviamente quella del segretario, Matteo Salvini che sta tenendo sui vaccini una posizione ambivalente.

A pochi giorni dal suono della campanella, che segnerà il ritorno di milioni di bambini e ragazzi a scuola, i toni sul decreto vaccini rimangono accesi.

LA REGIONE detta poi anche indicazioni sulla semplificazione e decide, al contrario, di accorciare i tempi.

Ma le tensioni antivaccino non si registrano solo al nord. Il titolare della Salute: "Decreto Insostenibile". Rossano Sasso, il coordinatore pugliese del movimento, ha precisato "Non discutiamo sull'importanza o meno di alcuni vaccini, ma del metodo con cui il Governo sta attuando il tutto".

Ma c'è anche una Lega pro-vax. E ha concluso: "Prima di arrivare alla coercizione, alle multe, a buttare fuori i bimbi dalle scuole, bisogna fare una bella campagna, usando i testimonial, parlando con i genitori". La contraddizione è tra quando espresso nella legge nazionale 119/2017, all'articolo 3 comma 3: "per i servizi educativi per l'infanzia e le scuole dell'infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la presentazione della documentazione di cui al comma 1 costituisce requisito di accesso".

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