Venezia 74 - Madre!: Il narcisismo di Aronofsky lascia assordante indifferenza | Recensione

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Al suo fianco, sul red carpet, anche il regista Darren Aronofsky (suo compagno nella vita), e le co-star Javier Bardem e Michelle Pfeiffer.

Per la cronaca da segnalare l'arrivo a Venezia anche di Michael Caine (per la presentazione diMy Generation di David Batty, documentario fuori concorso alla Mostra), che la butta in politica: "Sono a favore della Brexit - ha detto in conferenza stampa -".

Nella pellicola l'attore spagolo è uno scrittore di successo in cerca di nuova ispirazione, mentre la Lawrence è la sua giovane compagna che spera di diventare sua ispirazione rimettendo a nuovo la splendida e misteriosa magione di campagna in mezzo al nulla dove si sono a poco trasferiti che era andata distrutta in un incendio. Ti senti quasi derubato e truffato per le attese che Madre! aveva creato, salvo poi trovarci dinanzi ad un'accozzaglia di generi che va dal thriller alla Polanski alla storia d'amore, dal cannibalismo allo splatter, fino ad un delirio religioso.

Ma qualcosa di sinistro succede quando Michelle Pfeiffer e Ed Harris (i due personaggi che rendono il possibile paradiso della Lawrence e di Bardem un inferno) fanno il loro ingresso nel film.

Svizzera, frana blocca migliaia di frontalieri
Secondo il comune, lo smottamento ha colpito pure la vecchia strada cantonale, bloccando così l'accesso alla valle. Per questo motivo le autorità del comune di Bregaglia hanno sconsigliato di trattenersi nelle zone a rischio.

La regia di Aronofsky è quella a cui siamo abituati che, come di consueto, divide critica e pubblico; la fotografia sporca e cinerea in questa occasione risulta ancora più azzeccata.

La Lawrence è una delle star più attese al Lido ed è arrivata oggi a Venezia per presentare il film insieme al resto del cast.

Il finale è forse la parte visivamente meno interessante e risulta un po' prevedibile, ma vuole essere utile a confermare senza ombra di dubbio quello che lo spettatore ha intuito stesse guardando, anche se, probabilmente, non era necessario e diventa così eccessivamente didascalico.

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