Papa alle autorità colombiane: mai vendetta, guardare agli esclusi

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Grande accoglienza è stata rivolta al Santo Padre da migliaia di fedeli che lo aspettavano con trepidazione. Qualche piccolo problema durante il volo a causa dell'uragano Irma che ha costretto l'airbus Alitalia a cambiare rotta.

Papa Francesco ha volato verso la Colombia insieme ai giornalisti. Accanto al tappeto rosso un folto gruppo di bambini, tra cui Emmanuel, figlio di Clara Rojas, sequestrata nel 2002 dal gruppo paramilitare delle Farc ed oggi parlamentare.

Il Papa viene a benedire gli accordi con le Farc, la principale sigla della guerriglia che è diventata ora un partito politico (Fuerza Alternativa Revolucionaria con suoi rappresentanti in Parlamento, sebbene non votati, ma nominati con liste bloccate), ha fatto oltre 200mila morti in gran parte persone innocenti, ma che aveva all'inizio delle forti ragioni per ribellarsi all'ingiusta oppressione economica e sociale perpetrata sui campenisos dai latifondisti spalleggiati dai militari, come denunciava Camilo Torres (leggi blog: "Caffarra e Torres, il primato della coscienza"), il prete guerrigliero che non uccise mai nessuno.

Papa Francesco atterra in Colombia accolto dal presidente della Colombia Juan Manuel Santos (Nobel per la Pace 2016). Il governo mise in piedi una gigantesca operazione, Operacion Emmanuel, per ritrovarlo.

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Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la sezione scinetifica e gli artificieri, che hanno avviato le prime indagin. Un'azione eclatante, in grande stile, che non ha mancato di gettare nel panico l'intera famiglia del primo cittadino.

All'arrivo, all'esterno della rappresentanza diplomatica della Santa Sede, Francesco ha trovato ad attenderlo un gruppo di fedeli che ha eseguito canti e danze tradizionali.

A Bogotà l'incontro con le autorità locali nella Plaza de Armas della Casa de Narino e la visita alla cattedrale. Francesco ha deposto un rosario davanti all'effige della Vergine e, dopo aver apposto la sua firma sul Libro d'Onore, si è recato a piedi al palazzo cardinalizio, attraverso la "Capilla del Sagrario", dove ha salutato individualmente i membri del comitato organizzatore e i loro familiari. Saranno presenti i cardinali Jorge Urosa Savino e Baltazar Porras, mons. Jesus González de Zárate e mons. "Sorvoleremo il Venezuela e dunque anche una preghiera per il Venezuela, perché si possa trovare col dialogo nel Paese una bella stabilità, nel dialogo con tutti".

Momenti cruciali della prima giornata del programma saranno anche l'incontro con i vescovi colombiani e quello con il Consiglio episcopale latino americano (Celam): e in questo contesto spicca anche l'incontro previsto con i vescovi venezuelani a margine della messa.

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