Buoni pasto: ecco tutte le novità

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Se, infatti, fino ad oggi, formalmente i buoni pasto non sono cumulabili (com'è indicato spesso sugli stessi), nella pratica alla cassa del supermercato venivano a volte accettati anche tutti insieme, creando una sorta di "giungla" dei sì e dei no, che rendeva la vita difficile al possessore.

I buoni pasto potranno essere utilizzati esclusivamente dai lavoratori subordinati, sia se assunti a tempo pieno che a part-time, e collaboratori, anche in assenza di pausa pranzo nel proprio contratto di lavoro.

Inoltre scompare l'obbligo di indicazione del nominativo del titolare, ma rimane l'obbligo della firma al momento della consegna. Non potranno essere ceduti neppure al coniuge per fare la spesa, e il loro utilizzo, se non per il pranzo, è ammesso soltanto per l'acquisto di prodotti di uso alimentare. Dunque via libera ufficiale alla possibilità di farci la spesa, con un limite per non strafare.

Le maggiori novità introdotte dal decreto MISE e in vigore a partire dal mese di settembre 2017 riguardano gli esercizi in cui sarà possibile utilizzare i buoni pasto come metodo di pagamento.

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L'accordo tra il Milan e il club turco è stato già trovato, ormai diversi giorni fa, sulla base di 6 milioni di euro. E' il caso del Trabzonspor che continua a seguire con tanto interesse le sorti di Josè Sosa del Milan .

Per il contenuto: Svolta per i ticket, spesa e ristorante con 8 buoni pasto, confcommercio.it, 8 Settembre 2017. Come vedremo, i buoni pasto diventano quasi come una vera e propria moneta di scambio. "Poterli usare per la spesa in campagna e negli agriturismi che aderiranno, potrà essere una nuova opportunità per i produttori e i consumatori".

Secondo i dati raccolti da Edenred, leader anche in Italia con una quota di mercato del 45% con 55mila aziende clienti, più di 100mila esercizi commerciali e 1,5 milioni di utilizzatori finali al giorno, nel giro di un paio d'anni i ticket elettronici arriveranno a rappresentare la metà del mercato: nel 2016 l'azienda ha registrato un aumento dell'85% sui volumi da card elettroniche. A conti fatti - considerando che i ticket mensa hanno in media un valore facciale di 5-6 euro- non si potrà pagare con i buoni per un importo superiore ai 40 euro circa.

In soldoni? Mentre finora si poteva usare solo un ticket alla volta, quindi per un valore massimo di 5,29 euro per il buono cartaceo e di 7,00 euro per l'elettronico, adesso è ufficialmente ammessa la cumulabilità fino a otto. In caso di variazioni dell'imposta, il contenuto economico dei contratti stipulati resta invariato, ma le parti avranno facoltà di rinegoziazione.

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