Tre casi di Chikungunya ad Anzio: stop alle donazioni di sangue

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Sono tre i casi da inizio agosto verificati ad Anzio.

Le persone colpite ora starebbero bene ma, con una circolare inviata oggi, sono state bloccate le donazioni di sangue per 28 giorni per chi ha soggiornato nel comune.

Non è la prima volta che accade in Italia, nell'agosto del 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna. Contro il virus della febbre Chikungunya non c'è alcun trattamento specifico: l'unica terapia seguita è la somministrazione di farmaci per alleviare i dolori articolari, associata a riposo e reintegrazione di liquidi, se necessario.

L'Istituto Superiore di Sanità con la collaborazione dell'Istituto per le malattie infettive Spallanzani di Roma sta effettuando i test su altre persone che hanno registrato sintomi simili.

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Le vittime accertate sono ora almeno 60, molte delle quali morte per annegamento in seguito alle inondazioni. Tra loro una famiglia di sei persone il cui furgono è sttao spazzato via dalla corrente a est di Houston .

Il nome è quasi impronunciabile, ma l'effetto sull'uomo è devastante: febbre alta, eruzioni cutanee, e forti dolori alle ossa che spesso costringono il paziente a rimanere bloccato a letto, incapace di muoversi.

I sintomi si manifestano in media 4-7 giorni (ma l'intervallo può variare da 1 a 12 giorni) dopo il morso della zanzara infetta.

Il primo caso riscontrato di chikunguya nella storia risale al 1952, in Tanzania. "Ma la zona è già stata disinfestata e l'arrivo dell'autunno impedirà all'epidemia di estendersi" spiega Gianni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità. Circa 130 persone contrassero il virus, attraverso le punture delle zanzare tigre: un anziano morì dopo il ricovero all'ospedale di Ravenna. Ad Anzio sono state subito messe in atto misure di "disinfestazione per ridurre ulteriormente il rischio di contagio" e "una sorveglianza della zanzara tigre per descrivere il vettore presente nell'area e l'entità di tale presenza".

Mentre la maggior parte dei pazienti guarisce in pochi giorni o al più un paio di settimane, alcuni possono sviluppare dolore cronico alle articolazioni. In ogni caso, sottolineano, il rischio complessivo di un'ulteriore diffusione è considerato basso a livello regionale e molto basso al livello nazionale ed internazionale. Uno studio sempre minore: "Le zanzare sembrano interessare poco nell'ambito della ricerca - sostiene ancora Morrone - non si studiano abbastanza" e di conseguenza spesso si sa poco delle loro capacità di adattamento e della possibilità di trovarle in ambienti diversi da quelli in cui solitamente vivono. Se il donatore risultera' sano il suo sangue potra' essere utilizzato.

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