Trump all'Onu: "Prima gli Usa. Pronti a distruggere Nordcorea"

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"E' un onore essere qui, nella mia città in rappresentanza degli americani", ha detto il presidente americano Donald Trump aprendo il suo intervento all'Onu. E non c'è nemmeno Putin che però a differenza degli altri non avrebbe motivazioni valide a giustificazione della sua assenza. Speriamo non sia necessario.

Cina e Russia fanno appello a una soluzione pacifica che spezzi finalmente quello che definiscono "circolo vizioso", di sanzioni internazionali contro la Corea del nord e test atomici e missilistici di Pyongyang.

Ora, il programma missilistico e nucleare costituisce una minaccia "per l'intero mondo, con perdite impensabili di vite umane". Che in un'intervista ha specificato che l'eventuale inadempienza riguarda non il merito ma il preambolo dell'intesa, violato da Teheran con le sue attività in Yemen e Siria e con gli aiuti a Hezbollah. Nessuna nazione ha interesse a vedere che questa banda di criminali si arma con un arsenale nucleare.

Chikungunya, Oms: "Attenti alle zanzare in Italia"
La tredicenne contagiata probabilmente è stata punta dalla zanzara tigre durante una vacanza con la famiglia nel Sud Est Asiatico. L'Azienda USL di Modena ha infatti riscontrato nella giornata di ieri un caso sospetto in un cittadino carpigiano.

Se la Corea del Nord continuerà a provocarci, non avremo altra scelta che distruggerla.

"Che Dio vi benedica, che Dio benedica gli Stati Uniti d'America". Domande poste dal protagonismo crescente dell'ambasciatrice alle Nazioni Unite Nikki Haley, politica di professione, diversamente dal "tecnico" Tillerson, e la cui ascesa è sotto intensa osservazione da parte dei media mentre cresce l'incomprensione tra Rex e il suo capo. Trump è stato esplicito come non mai nei confronti della Corea del Nord, rimarcando come gli Stati Uniti abbiano grande forza e pazienza, ma che se forzati a difendere se stessi o i loro alleati non esiterranno a distruggere il regime di Pyongyang. Mettere in fila gli argomenti usati da Trump ieri, farlo sine ira ac studio, astraendosi dalla pettinatura dell'oratore, dalla sua gestualità e dal suo curriculum vitae, sarebbe sufficiente per arrivare a una conclusione: chiunque avesse pronunciato le parole che ieri Trump ha detto dal palco dell'Onu, purtroppo, non sarebbe andato a genio alla maggioranza delle élite europee. L'America, come "amico e vicino responsabile deve avere un obiettivo: il ripristino della liberà, della pace e il ritorno della democrazia".

"Benvenuti a New York". Arriva poi la rassicurazione ai cittadini americani: "Metterò sempre gli Stati Uniti al primo posto e difenderò sempre gli interessi americani", dimenticando forse che proprio qualche settimana fa ha spezzato i sogni dei circa 800mila "dreamers", figli di immigrati clandestini arrivati da bambini negli Stati Uniti e che la presidenza Obama aveva riconosciuto come americani. Anche sul Venezuela il presidente americano ha rimarcato come gli Usa non rimarranno fermi di fronte a una situazione inaccettabile.

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