Rosatellum bis: depositato il testo della nuova legge elettorale

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La governabilità potrebbe essere garantita soltanto se un partito raggiungesse il 40% dei voti, altrimenti in ogni caso sarebbe costretto a cercare un accordo post-voto direttamente in Parlamento, riaprendo la strada ai governi di larghe intese.

La nuova legge non soddisfa invece Mdp, Sinistra italiana e Fratelli d'Italia. Lo scenario di Luciano Ghelfi, quirinalista del Tg2.

Lo sbarramento del Rosatellum 2.0 è fissato al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni. Dietro le quinte infatti i malumori sono molti e pare che non siano pochi a sperare che alla fine vada in soffitta come avvenuto per il modello tedesco. Per il resto - spiega Fiano alla vigilia - il quadro è possibilista e positivo sulla possibilità di dare una legge elettorale al paese. Il testo depositato risponde a questi requisiti? Tale meccanismo costringe inevitabilmente le forze politiche a coalizzarsi: senza alleanze pre-elettorali le formazioni minori non avrebbero alcuna possibilità di eleggere il proprio candidato nella modalità maggioritaria. Le critiche di M5S e Mdp sono ingenerose. "Sapete perché non ce la faranno mai?"

Sulla carta però i numeri dovrebbero esserci.

Ettore Rosato (da cui deriva il nome 'Rosatellum'), capogruppo dem alla Camera, ha affermato che la partita può essere chiusa entro il 15 ottobre 2017, invitando i suoi colleghi a riflettere sul fatto che è l'ultima occasione per cambiare la legge elettorale in questa legislatura.

Se il Rosatellum diventa legge, come cambia l'offerta politica?

Non volendo allearsi, il loro ruolo ne esce ridimensionato. La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla. "I partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali".

Non ci sono solo i malumori che attraversano componenti dei partiti sottoscrittori dell'accordo sul Rosatellum bis. Tra i critici si aggiunge anche il collega pentastellato Toninelli: "Faremo ricorso ma si schianteranno da soli".

Finora abbiamo parlato della Camera. "Incontro positivo tra Psi e Pd sulla nuova legge elettorale" commenta il segretario del Psi, Riccardo Nencini.

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E non c'è nemmeno Putin che però a differenza degli altri non avrebbe motivazioni valide a giustificazione della sua assenza. A partire dalla Corea del Nord , il "flagello dei regimi canaglia".

Ma oltre a questo indubbio vantaggio altro non c'è.

E se il Rosatellum bis va a monte? Distanze che si sono confermate oggi all'apertura della festa di Atreju con Giorgia Meloni e gli ospiti Matteo Salvini, Paolo Romani e Giovanni Toti.

Infine c'è la questione delle liste civetta. E soprattutto l'incognita del voto segreto nell'aula di Montecitorio. Il cosiddetto Rosatellum bis potrebbe pertanto essere la reazione di un Pd che non può più andare avanti da solo.

Quale sarebbe un soluzione, dunque?

Significa avere il decreto sul tavolo a metà novembre, con due mesi di tempo per convertirlo in legge in modo da sciogliere le camere a metà gennaio 1018.

A chi conviene il Rosatellum-bis?

Tutto si decide dentro il Pd.

SOGLIA: nella parte proporzionale la soglia sarà al 3% sia alla Camera che al Senato.

Al momento sembra di no, ma la strada è ancora lunga.

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