Def: +1,5% il Pil nel 2017 Padoan, saranno eliminate clausole salvaguardia

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Il nuovo testo rivede sensibilmente al rialzo le previsioni formulate ad aprile e stima per il 2017 una crescita del pil dell'1,5%. La stessa previsione viene confermata anche per il 2018 e il 2019. Si passerebbe, secondo i programmi dell'esecutivo, dal 132% del '16 (anche se Padoan è convinto che anche per quell'anno alla fine l'Istat accerterà un calo) al 131,6% del '17, per poi passare al 129,9% del '18. Lo ha detto Paolo Gentiloni al termine del Cdm.

Per Gentiloni il quadro economico "è positivo, con numeri di crescita più alti e più stabili", e sarà tale da consentire il conseguimento di un margine favorevole di finanza pubblica, per "portare in Parlamento una legge di bilancio che non sia un freno alla tendenza positiva dell'economia". "Questo consente il sostanziale raggiungimento del pareggio di bilancio", ha spiegato il Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. Il lavoro che il ministro Padoan ha raggiunto in questi anni sono sotto gli occhi di tutti.

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Ciò non significa che non vi sia più lavoro da fare. L'indebitamento netto programmatico, ovvero l'obiettivo fissato considerando gli effetti della legge di bilancio, è indicato all'1,6% del Pil l'anno prossimo rispetto all'1,2% stimato nel Def di aprile mentre il deficit tendenziale, a legislazione vigente, si attesta all'1% nel 2018. "Valuteremo delle operazioni puntuali". "Insomma nella finanza pubblica, grazie a una crescita più elevata e alla Commissione Ue" siamo in grado di avere uno "spazio fiscale maggiore". E ancora: "I dati per il 2015 evidenziano l'abbattimento del debito-pil di qualche decimale, nel 2017 nei dati che ancora non tengono conto dell'Istat noi prevediamo un abbattimento del debito che scende nel 2017 anche tenendo conto delle somme messe a disposizione per il sistema bancario".

L'economia cresce un po' più del previsto, ma soprattutto riprende a scendere già da quest'anno il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo, e la Legge di bilancio alle porte, l'ultima della legislatura, si semplifica. "Verranno completamente disattivate le cosiddette 'clausole di salvaguarda' per il 2018, evitando quindi aumenti dell'Iva e delle accise". "Ciò conferma i risultati di un lungo percorso che tiene conto dei vincoli ai due lati strada che sta dando frutti e che spero daranno frutti anche nei prossimi anni". Il ministro si limita a dire che una nuova sanatoria sulle cartelle esattoriali "è una delle tante misure che stiamo valutando".

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