Scambio politico-mafioso: arrestato ex sindaco Pd. Voti in cambio di appalti

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Un contributo notevole è stato fornito dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia da cui "è emerso con chiarezza l'intreccio affaristico-politico-mafioso che, nella città di Vittoria, ha condizionato e orientato le scelte elettorali anche prima delle elezioni amministrative del 2016", dicono i magistrati.

Al ballottaggio del 15 maggio 2011 Giuseppe Nicosia fu eletto Sindaco di Vittoria per il Centrosinistra con il 55,3% di voti. Tra le persone arrestate anche l'ex sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia e il fratello Fabio, attuale consigliere comunale di Vittoria, nonché Giombattista Puccio e Venerando Lauretta, entrambi già condannati per associazione mafiosa.

In totale sono sei le persone indagate. Lo stesso Moscato, attuale sindaco di Vittoria, è indagato nell'ambito dell'indagine denominata 'Exit poll'.

È scattata anche la sospensione dai pubblici uffici per l'allora assessore al Bilancio, Nadia Fiorellini, per falsificazione delle autenticazioni delle firme delle liste elettorali.

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Secondo gli inquirenti, coordinati dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro - già noto per le inchieste sul traffico di uomini nel mediterraneo e per aver messo sotto i riflettori le Ong che operano tra Libia e Sicilia - i Nicosia avrebbero intrattenuto rapporti diretti con i boss, attivi in vari settori fra i quali quello della raccolta differenziata, arrivando a promettere l'assunzione di 60 lavoratori di una ditta dello smaltimento rifiuti legata alla Stidda, l'articolazione della mafia nella parte meridionale dell'isola.

Inoltre, I militari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania hanno accertato contatti tra i Nicosia ed esponenti di vertice della Stidda. Si inserisce in questo quadro la strategia politica dei due fratelli che sarebbe stata orientata a mantenere e consolidare il peso e l'autorevolezza conquistati nel corso dell'ultimo decennio nelle decisioni del governo locale.

"Nei confronti delle persone che non sono colpite da ordinanza manca il vaglio del giudice. Qui abbiamo delle ipotesi accusatorie su cui non ci possiamo soffermare e ci sono altri indagati di cui non vogliamo parlare".

Un sistema di collusioni a tutto tondo che, stando alla Direzione distrettuale antimafia catanese, la sinistra avrebbe creato negli ultimi anni per compensare la graduale perdita di consensi nel feudo rosso di Vittoria, calo poi tramutatosi in disfatta alle amministrative del 2016. E ancora: "E purtroppo indirettamente in queste cose vengono coinvolti anche comuni cittadini che sono soltanto alla ricerca della stabilizzazione del proprio posto di lavoro: un meccanismo pervasivo che inquina la società civile". Ai domiciliari sono finiti anche il 55enne Raffaele Di Pietro e Raffaele Giunta, 48 anni, che avrebbero svolto un ruolo di intermediazione nell'accordo criminale stretto tra politica e mafia.

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