Sindaco di Seregno arrestato, le opposizioni: "Città umiliata, elezioni"

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E anche - almeno secondo gli inquirenti della procura di Monza e della Direzione distrettuale antimafia di Milano - grazie ai voti di un imprenditore locale di origine calabrese, ritenuto vicino ad alcune cosche di 'ndrangheta. Le ordinanze restrittive sono state firmate dal Gip di Milano, Marco Del Vecchio, su richiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, e dei sostituti della Dda Alessandra Dolci e Sara Ombra, e dal Gip di Monza, Pierangela Renda, su richiesta dei Pm Luisa Zanetti, Salvatore Bellomo e Alessandra Rizzo della procura brianzola.

E' successo a Seregno, dove il sindaco Edoardo Mazza, di Forza Italia, è stato arrestato questa mattina dalla Guardia di Finanza nell'ambito della maxi-inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Brianza e in Lombardia.

Gli attuali arresti sono frutto di un lavoro delle procure, che parte proprio dalla costola dell'operazione "infinito", che appunto aveva già messo gli occhi sulla criminalità organizzata di stampo calabro sedimentata nella regione Lombarda.

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Le indagini sono scattate nel 2015 in seguito agli approfondimenti avviati dai militari sui noti incontri di esponenti della 'ndrangheta che si svolgevano a Legnano e a Paderno Dugnano, nel Milanese. "A Seregno scegliemmo la trasparenza, anche a rischio di rimanere fuori dall'amministrazione, e oggi abbiamo in Comune il nostro candidato in veste di consigliere e nessuna partecipazione in Giunta".

Il vero intermediario tra politica e criminalità sarebbe stato un imprenditore edile di Seregno, il cui operato sarebbe stato fondamentale per l'elezione di Mazza: obiettivo finale la concessione di una convenzione per edificare un supermercato nella provincia di Monza.

In particolare, l'operazione ha portato al fermo del sindaco di Seregno (MB), Edoardo Mazza, di Forza Italia, ai domiciliari con l'accusa di corruzione. "La prima" e il sindaco di Seregno rispondere "Ogni promessa è debito, no?". "Vogliono mettere in piedi San Luca a Milano". Un addetto alla sezione definizione affari semplici è infatti ai domiciliari con l'accusa di favoreggiamento personale per avere, tra le altre cose, rivelato nel febbraio 2016 al costruttore Lugarà, "il quale si faceva poi parte attiva nel comunicarlo ai diretti interessati, oltre all'iscrizione nel registro degli indagati, anche l'esistenza di attività di intercettazioni a loro carico, avvertendoli di prestare attenzione nel corso delle conversazioni telefoniche".

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