WhatsApp bloccata in Cina: ora l'app è inutilizzabile

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Whatsapp, a questo punto, è ufficialmente entrato nella lista dei siti e servizi vietati, che cresce di giorno in giorno.

Si tratta, dicono alcuni osservatori, di una forte battuta d'arresto per la società di Palo Alto, che stava cercando di rompere le barriere all'ingresso di uno dei mercati potenzialmente più redditizzi del mondo. Sempre in Cina, Facebook era già stato abolito nel 2009, mentre Instagram non è mai entrato negli store cinesi. Dopo rallentamenti e disservizi, soprattutto per quanto riguardava la condivisione di fotografie e video, come evidenziato da alcune analisi pubblicate dal New York Times, Pechino ha deciso di bloccare completamente il famoso servizio di messaggistica, non permettendo agli utenti di inviare messaggi di testo. WhatsApp potrebbe essere stato colpito perché l'applicazione offre una crittografia end-to-end che mantiene i messaggi degli utenti privati. Giusto dunque pagare un prezzo per il servizio reso, a meno che non si effettui una verifica degli account attivi e si sfugga dall'obbligo della spesa.

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Era già successo a luglio e, ora, ci risiamo: la popolare applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp è stata bloccata. Non sono state indicate le entità delle multe emesse nei confronti di tali servizi, ma si parla di "massimo possibile": la normativa prevede fino a 75mila dollari di multa, più la possibilità di sospendere o cancellare la licenza per operare online. Se non si invia a tutti i tuoi contatti, l'aggiornamento verrà annullato. Questa piattaforma ha comunicato ai suoi utilizzatori di non avere problemi a fornire informazioni rischieste dagli enti goverantivi. E China Unicom, China Mobile e China Telecom, i tre principali provider cinesi, dovranno collaborare con il governo per impedire che cittadini (e visitatori stranieri) adoperino i Virtual Private Network per sfuggire alle maglie del Grande Firewall.

La nuova bufala di Facebook a pagamento si struttura così.

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