La Catalogna accusa: "Vogliono disordini per impedire il referendum"

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Una iniziativa che dimostra la ferma volontà del governo di far rispettare la Costituzione e la sentenza della Corte Costituzionale spagnola che ha dichiarato incostituzionale il referendum.

Il quale a sua volta, domenica sera, dalla tribuna tv del programma Salvados della Sexta, non ha escluso di poter finire agli arresti: "è tra le ipotesi ventilate". Il gruppo separatista basco ha denunciato la risposta di Madrid alle aspirazioni dei catalani, dicendo che lo Stato spagnolo è "una prigione per i popoli".

Un appoggio all'indipendentismo catalano è arrivato dall'Eta. "E se per caso la polizia arrivasse prima di noi ai seggi e non ci facesse entrare, voteremo per strada con le urne di cartone alternative", ha detto una persona del movimento indipendentista al Confidencial, rimanendo anonima.

All'incirca una settimana fa, il governo spagnolo aveva ordinato un vero e proprio blitz contro gli organizzatori del referendum in Catalogna. Tale scelta, secondo il ministro, comprometterebbe infatti il libero esercizio del voto da parte dei cittadini catalani che lo stesso Forn ha invitato a rimanere calmi e a non cadere nella "provocazione" delle autorità spagnole. Della rinuncia al dialogo è responsabile in primo luogo il catalanismo indipendentista, la cui opzione centrale - la secessione - pone in discussione l'integrità dello Stato spagnolo, rendendo di per sé assai difficile ogni confronto costruttivo.

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Per la prima volta affrontiamo una partita del genere con la sensazione di partire alla pari, di essere come i nostri avversari. La sfida più affascinante della serata di Champions è sicuramente quella che vede di fronte il Psg al Bayern Monaco .

Il presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, ha detto che il risultato del referendum sarà valido anche senza il raggiungimento di un quorum: questo significa che non sarà richiesto un numero minimo di votanti per rendere valida la votazione, almeno per come la vede il governo catalano.

"Ciò che sta accadendo oggi in Spagna è un grave grave grave danno agli strumenti democratici e alle strutture democratiche".

Uno degli scenari possibili il 2 ottobre è che il governo regionale convochi nuove elezioni fidando nella mobilitazione del suo elettorato e di una parte di quello più moderato: un nuovo fronte unito per l'indipendenza che raccogliesse non più il 48% come nelle scorse regionali ma ad esempio il 60% cambierebbe per forza le carte in tavola, e Rajoy non potrebbe più sottrarsi a un confonto che, di fatto, è già inevitabile e anzi sarebbe dovuto avvenire da tempo.

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