M5S: Di Maio, sindacati da riformare

Adjust Comment Print

Se cambia il lavoro, deve cambiare il sindacato, dare la possibilità a organizzazioni più giovani di sedere a tavoli e agli stessi giovani di entrare nel sindacato.

Al festival del Lavoro a Torino il candidato premier del M5S Luigi di Maio attacca i sindacati: "O si autoriformano o quando saremo al governo faremo noi la riforma".

"Dobbiamo dare possibilita' alle imprese e agli studi professionali -ha aggiunto- di assumere per far riprendere l'economia e dare gettito allo Stato". Così potremo pagare il debito e fare ulteriori investimenti per abbassare il costo del lavoro. "Il settore creativo è legato al turismo, alla cultura e alle nuove tecnologie". "Cominciamo - aggiunge - a investire in innovazione tecnologia".

Crolla una parte di stadio in Francia, Ligue 1: molti feriti!
Un primo bilancio del crollo della transenna parla di 18 feriti, di cui 3 gravi . Grave incidente in Francia, durante la sfida di Ligue 1 tra Amiens e Lille .

Durissima la leader della Cgil Susanna Camusso che parla di "linguaggio autoritario ed insopportabile". "Ce n'è stato un altro che poi ha fatto il jobs act", ha aggiunto Camusso riferendosi all'ex premier Matteo Renzi. "Di Maio - continua - ha dimostrato tutta la sua ignoranza ma insieme l'arroganza di chi crede che il pensiero sia solo di chi governa e non riconosce la rappresentanza". "Stiamo tornando all'analfabetismo della Costituzione, perché la libertà di associazione è un grande principio costituzionale".

Ancora più tranchant, su Di Maio, il giudizio della sinistra: per Mdp le sue parole fanno "rivivere il Ventennio" mentre Nicola Fratoianni di SI bolla il candidato premier M5S come "diversamente renziano". Nel mirino dell'aspirante presidente del Consiglio ci sono i sindacati. "Di Maio ha votato contro i nostri provvedimenti sul lavoro autonomo e ora parla di smart nation?".

Anche con la nuova proposta di legge elettorale è difficile che qualcuno raggiunga una maggioranza autonoma per governare in entrambi i rami del parlamento, ma quello che infastidisce i 5 Stelle è la comparsa dei collegi uninominali (231 alla Camera, 113 al Senato), dove vincerà il candidato che raggiungerà la maggioranza relativa dei voti e dove i 5 Stelle rischiano di soccombere perché le alleanze tra i partiti (soprattutto di centrodestra) potrebbero portare i grillini ad arrivare secondi (o addirittura terzi dopo il Partito Democratico) lasciando il seggio a chi avrà raggiunto la maggioranza relativa dei voti. Devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di più da una forza che si proponevala rivoluzione, e invece si è già adeguata alle cavolate mainstream della politica politicante.

Comments