Continuava a gestire l'azienda confiscata. Arrestato a Palermo il "re dei detersivi"

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Proprio in questo periodo, l'uomo avrebbe continuato a controllare uno dei suoi centri commerciali, attraverso l'affito della struttura a un prestanome.

"All'ascesa imprenditoriale di Ferdico - scrissero i magistrati - risulta associata la costante capacità di meritare la fiducia di numerosi esponenti di spicco della consorteria tanto da inserirsi a pieno titolo tra i riciclatori del denaro di una delle famiglie mafiose più radicate nel tessuto economico della città come quella dell'Acquasanta".

Inoltre il collegio sottolinea i rapporti tra Ferdico e i boss di san Lorenzo Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Nel provvedimento di confisca, l'imprenditore veniva definito "socialmente pericoloso" e su di lui era imposta la sorveglianza speciale per tre anni e sei mesi. Il centro commerciale era stato formalmente affittato a Montes che, di fatto, era però in società con Ferdico.

Questa mattina, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo hanno arrestato 5 persone residenti nel capoluogo, ritenute responsabili di intestazione fittizia di beni, favoreggiamento personale e reale e estorsione aggravata dal metodo mafioso.

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Sempre via social sono giunte le prime immagini drammatiche della palazzina ridotta in macerie dopo la violenta esplosione. Il boato si è sentito a chilometri di distanza.

Ai domiciliari è finito l'amministratore giudiziario, il commercialista Giuseppe Miserendino incaricato di gestire un centro commerciale confiscato alla mafia e il commerciante cui l'attività economica era stata confiscata.

In particolare gli investigatori hanno messo in luce l'imposizione del pizzo al responsabile della società incaricata della vigilanza del centro commerciale che - in un'occasione - come documentato dalle telecamere installate dalle Fiamme Gialle, è stato costretto a consegnare la somma di 500 euro in contanti nelle mani di Scrima. Il "re dei detersivi", infatti, manteneva il controllo di tutti gli aspetti gestionali: dalle buste paga dei dipendenti alla scelta dei fornitori.

Giuseppe Ferdico, "re dei detersivi" di Palermo, a marzo si era visto confiscare l'azienda attiva nella grande distribuzione e una serie di beni per un valore di oltre 450 milioni di euro. "Perché non ci voglio combattere", diceva all'interlocutore che lo sollecitava a prendere provvedimenti per evitare le ingerenze. Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.

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