Def, così Padoan copia Berlusconi e si lancia in promesse impossibili

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Secondo il ministro Padoan "i risultati finora sono incoraggianti, c'è stato un aumento del livello occupazione da febbraio a giugno e considerando quando il mercato del lavoro reagisca lentamente c'è da aspettarsi ulteriori miglioramenri nei prossimi mesi e nei prossimi anni". E' quanto si desume dalla tabella consegnata dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, alle commissioni Bilancio in vista dell'audizione sulla Nota di aggiornamento al Def. Secondo Padoan, quindi, è necessario adesso mantenere il "giusto equilibrio tra consolidamento di bilancio e politiche per il futuro e la crescita". La Corte auspica, pertanto, che siano portate "a compimento le riforme avviate e affrontando le ragioni della bassa crescita del Pil potenziale in Italia" e sottolinea al riguardo "l'importanza di utilizzare i margini di manovra disponibili, realizzando interventi selettivi e non frammentati, in grado di riparare anche alle distorsioni accumulate durante il periodo della crisi". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza di fronte alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. La politica di bilancio, prosegue, "si deve muovere lungo un 'sentiero stretto´ tra l'esigenza di non soffocare la ripresa congiunturale e l'imperativo di ridurre il debito; lo ha più volte ricordato anche il Ministro dell'Economia e della finanze".

Nel complesso, dalla maggiore entità dei risparmi di spesa nel 2018 il Governo attende "un impatto negativo sul Pil di circa un decimo di punto percentuale, nel prossimo anno, e più ridotto nei due anni successivi". Per lo sviluppo, invece, arriveranno 300 milioni l'anno prossimo e 1,3 miliardi nel 2019 da destinare a investimenti pubblici delle amministrazioni centrali e locali. "E ciò ha comportato il sacrificio di interi comparti, basti pensare al pesante declino dell'attività di investimento nelle infrastrutture pubbliche, e le difficoltà crescenti nell'offerta dei servizi alla collettività che, in alcuni settori, mostrano una riduzione significativa della qualità delle prestazioni".

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Nel dettaglio, ammontano a 3,5 miliardi i tagli della spesa pubblica per il 2018 che andranno a copertura delle misure della Legge di Bilancio. Un warning particolare è dedicato però all'"elevata propensione all'evasione fiscale e contributiva: in media nel 2012-2014 si osserva un gap di 107,7 miliardi, di cui 97 di mancate entrate tributarie e 10,7 di contributi". A questo capitolo sono destinati 300 milioni nel 2018, 1,3 miliardi nel 2019 e 1,9 miliardi nel 2020.

Vi sono poi una serie di misure per sostenere la crescita economica, come il rifinanziamento del piano Industria 4.0 per incentivare gli investimenti delle imprese e la decontribuzione per l'assunzione dei giovani disoccupati, che richiederà uno stanziamento di 338 milioni nel 2018, 2,162 miliardi nel 2019 e quasi 4 miliardi nel 2020.

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