Catalogna, dopo le violenze della polizia arriva lo sciopero

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Le manifestazioni hanno bloccato il traffico in 24 arterie del paese, come le autostrade AP7 e C32. La linea presa dal governo catalano, sostenuta anche con un comunicato ufficiale, era quella di farsi fare un certificato medico e sporgere denuncia per qualsiasi lesione. Molti miei amici sono andati a votare e ci hanno messo delle ore, ma non hanno dovuto lottare per farlo.

Rajoy che a sua volta è stretto da due fuochi.

"Barcellona, città di pace, non ha paura", ha dichiarato il sindaco. Attivisti indipendentisti avrebbero trascorso l'intera notte sorvegliando i seggi che hanno poi aperto alle 9 per il referendum sull'indipendenza. Una possibile pausa nella spirale della tensione delle ultime settimane, dopo mesi di muro contro muro.

Ciò a cui aspira Puigdemont non è una separazione traumatica con la Spagna, ma spera di poter ottenere una separazione concordata. Se si andrà comunque alla dichiarazione di indipendenza, non è escluso che possa essere condizionata, per esempio alla vittoria del fronte del 'si' a elezioni anticipate, o con una entrata in vigore ritardata, a sei o nove mesi. Anche per Rajoy è stata una giornata di preparazione delle prossime mosse. Il discorso del Re non ha frenato il governo catalano e questa sera ci sarà un intervento in tv del presidente Puigdemont.

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Ad intervenire sono stati i militari impegnati nell'operazione Sentinelle , che hanno neutralizzato l'uomo, uccidendolo. La polizia di Edmonton ha fermato un uomo sospettato dell'attacco del camion sulla folla.

Il premier spagnolo ha ribadito l'impegno a discutere con Barcellona solo nel rispetto della Costituzione spagnola e non si esclude che possa ricorrere all'applicazione dell'art.155 della Costituzione che sospende l'autonomia della Catalogna e permette la sostituzione dei membri del governo locale.

Anche la stampa di Madrid preme. Parole che confermano la frattura fra società catalana e spagnola.

Sono moltissime, centinaia di migliaia, le persone che stanno scendendo in strada per ribadire il proprio no alle misure repressive subite dai catalani nel giorno del referendum. Dalla Catalogna giungono risposte al fulmicotone, con la sindaca di Barcellona Ada Colau che ha addirittura parlato di aggressioni sessuali da parte degli agenti spagnoli. Dall'altra Puigdemont ha annunciato dapprima la formazione di una commissione d'inchiesta (chiesta anche dall'Onu), e successivamente procederà alle denunce penali contro la polizia e lo stesso governo spagnolo.

"Felipe ha gettato benzina sul fuoco" ha commentato invece il dirigente del partito nazionalista basco moderato Pnv Inigo Iturrate: "Chi dovrebbe svolgere un ruolo di arbitro in Spagna non fa il proprio dovere, è un arbitro di parte" in una strategia di "soffocamento della volontà di autogoverno del popolo catalano".

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