Ocse: Italia e 'Strategia per le competenze'

Adjust Comment Print

L'Italia ha fatto progressi su formazione e competenze dei lavoratori, ma resta indietro rispetto agli altri Paesi avanzati e questo tipo di problema si riscontra a tutti i livelli del panorama occupazionale: se da un lato ci sono meno laureati che altrove, il problema della mancanza di competenze è trasversale dai 25enni ai 65enni e non risparmia gli stessi laureati. Da ateneo ad ateneo.

C'e' un divario di oltre un anno scolastico tra gli studenti del Nord e quelli del Sud Italia: il dato emerge dal rapporto Ocse sulla 'Strategia per le competenze'.

Il rapporto rivela anche che solo il 20% degli italiani tra i venticinque e i trentaquattro anni è laureato, a differenza della media Ocse del 30 per cento. Inoltre, nei campi della lettura e della matematica, "gli italiani laureati hanno, in media, un più basso tasso di competenze" nell'ambito dei Paesi Ocse, occupando solo il 26esimo posto sui 29 rientranti nell'Organizzazione. L'Italia è "l'unico Paese del G7" in cui la quota di lavoratori laureati in posti con mansioni di routine è più alta di quella che fa capo ad attività non di routine. "Le competenze devono essere al centro di una strategia di lungo termine, l'investimento pubblico sulla filiera del sapere e' prioritario", commenta la ministra dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca, Valeria Fedeli, secondo la quale "il tema delle competenze e' strategico per il futuro per Paese". "Le riforme attuate in Italia hanno consentito di creare 850 mila posti di lavoro dal 2015", sottolinea il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria. L'ASviS raccomanda infatti di puntare, per il pieno raggiungimento dell'Obiettivo 4, al rafforzamento delle competenze di base di giovani e adulti, e del contrasto alla dispersione e all'abbandono precoce degli studi, compresi quelli universitari, e il miglioramento dell'inclusione sociale in tutti i percorsi di istruzione e formazione: ancora la famiglia di provenienza pesa molto, troppo sui risultati che si conseguono nei banchi di scuola e, più in là, nel lavoro. Circa il 6% dei lavoratori ha competenze inferiori a quelle richieste dal lavoro che svolgono, il 21% ha qualifiche inferiori a quelle normalmente richieste.

Killer di Marsiglia aveva vissuto alcuni anni ad Aprilia
Anche Ahmed Hanachi era passato per l'Italia , ma soprattutto era passato per la cittadina di Aprilia . Lo hanno rivelato "Le Monde" e il settimanale "Le Point".

"Per incoraggiare un numero maggiore di adulti a rafforzare le loro competenze - dice l'Ocse - è anche necessario aumentare la disponibilità di programmi di apprendimento a distanza e part-time, e favorire un migliore accesso ai servizi per l'infanzia per permettere di coniugare impegni familiari e lavorativi". Se da una parte "è insufficiente l'offerta", dall'altra è "fiacca anche la domanda" che viene dal mercato, dalle imprese. In più "modesti livelli di skills dei managers e dei lavoratori si combinano con bassi investimenti in tecnologie che richiedono alte competenze dei lavoratori e con scarsa adozione di pratiche di lavoro che ne migliorino la produttività". Si legge nel Rapporto dell'Asvis: "Per educare nei nidi servirà una qualifica universitaria, testimonianza di un'attenzione alla qualità dei progetti educativi anche per i bambini più piccoli".

Basse competenze. "L'Italia ha maggiori difficoltà rispetto ad altri paesi nello sviluppare le competenze, per far fronte alla globalizzazione, alla digitalizzazione e all'invecchiamento della popolazione".

"Inoltre il 35% dei lavoratori e' occupato in un settore che non e' correlato ai propri studi". "Vanno nella giusta direzione" ma resta "la sfida dell'implementazione", afferma l'organizzazione.

Comments