Ecco perchè Stati Uniti e Israele si ritirano dall'Unesco

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A stretto giro, anche il premier Benyamin Netanyahu ha dato istruzioni di 'preparare l'uscita di Israele dall' Unesco in parallelo con gli Usa'. Gli Stati Uniti non hanno mai gradito le decisioni dell'Unesco sulla città di Gerusalemme: l'organizzazione, in particolare, quest'estate ha dichiarato che, nei riguardi di Gerusalemme vecchia e di Gerusalemme est, Israele è una potenza occupante, e che alcuni luoghi sacri sono patrimonio esclusivo dell'Islam.

E' dal 2011, quando la Palestina è diventata membro dell'organizzazione dell'Onu, che Washington ha smesso di finanziarla pur mantenendo un ufficio nel quartier generale di Parigi. Per ora sono rimasti in lizza due soli candidati che sono pari a livello di preferenze: l'ex ministro della cultura francese Audrey Azoulay e il suo omologo del Qatar Hamad Bin Abdulaziz Al-Kawari su cui Israele ha già espresso le proprie preoccupazioni.

E questa sarebbe perfettamente la linea di Donald Trump: il ri-bilanciamento, interessato (e politicizzato con l'America First) dell'impegno globale americano. Lo conferma la direttrice generale dell'Organizzazione Irina Bokova.

Eppure di occasioni per uno scatto di dignità da parte dell'occidente ce ne sono state, dall'Arabia Saudita messa ai vertici dell'organismo ONU che tutela i Diritti delle Donne, fino all'Iran inserita nella Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne (qui trovate un sunto delle assurdità dell'ONU solo per il 2017).

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Io mi sono presentato con un gol, lui due volte mi ha detto così e due volte ho segnato: "speriamo che funzioni anche sabato". Il mister chiede dei compiti da fare e rispettare, ma come lui anche tutti i compagni.

LE REAZIONI - Per la Russia l'addio degli americani è "una triste notizia", mentre parla di "una perdita" la stessa Unesco.

Prima del voto finale a Parigi, la Germania ha deplorato l'uscita degli Stati Uniti: "Così si dà un segnale sbagliato", il rimprovero rivolto all'amministrazione Trump dal portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, che ha sottolineato "l'importanza del ruolo della cultura in tempi di crisi globale".

Questa scelta, che potrebbe essere ufficializzata la prossima settimana, segna un ulteriore allontanamento dell'America dall'organizzazione, istituzione a cui ha contribuito dopo la seconda guerra mondiale.

Ben venga quindi la decisione di uscire da questo carrozzone anacronistico che è diventato l'Unesco, auspichiamo che questo sia un messaggio al mondo arabo e a chi rende la storia unilaterale e distorta che ha posizioni antiebraiche e antioccidentali, che sta spudoratamente comprando le nostre macilente economie, forse aveva ragione il vecchio Marx il quale sosteneva che "la storia dipende dai processi economici", chissà se i governi di sinistra se lo ricordano, o preferiscono fare i marxisti "alla bisogna", certo l'ipocrisia regna sovrana.

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