Harvey Weinstein è stato ufficialmente esplulso dall'Academy

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Per chi non avesse seguito la vicenda legata a Weinstein, ricordiamo che il fondatore di Miramax e di The Weinstein Company, è stato recentemente accusato di aver utilizzato la sua posizione di produttore cinematografico per molestare e abusare sessualmente di decine di vittime, tra le quali compaiono anche nomi piuttosto famosi legati all'industria del cinema. "L'era della deliberata ignoranza e della vergognosa complicità in comportamenti predatori sessuali e molestie sul luogo di lavoro nel nostro settore è finito", è il messaggio dell'Academy.

L'espulsione immediata di un membro e' una decisione che ha dei precedenti ma che e' rarissima.

Perche' finora il mantra hollywoodiano era stato solo uno: quel che conta sono solo i risultati professionali. "Altrimenti, come abbiamo visto, bisogna essere disposti a subirne le conseguenze".Foto I vertici dell'Academy sono stati convocati d'urgenza nel quartier generale di Beverly Hills per quella che viene vista come una vera e propria emergenza. Il board of governors non ha fatto sconti.

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L'obiettivo è questo senza soffermarsi troppo su quello che si è fatto anche perché nel calcio si fa presto a dimenticare. Con Daniele ci capita spesso di parlare, a volte mi consiglia di non andare con troppa fretta in avanti.

Lo stesso Weinstein è stato candidato all'Oscar due volte, come produttore di Shakespeare in Love e Gangs of New York, ritirando la statuetta insieme a Donna Gigliotti, Marc Norman, David Parfitt e Edward Zwick per il film di John Madden nel 1998. Non saranno dunque più ammesse situazioni scottanti fino ad ora "perdonate", come nel caso di personaggi come Roman Polanski e Mel Gibson.

Intanto si allunga di ora in ora l'elenco delle donne che accusano Weinstein di molestie e abusi sessuali. Un comportamento che la star della Tv americana Oprah Winfrey ha definito "orribile", denunciando i "silenzi complici" da parte di tante personalità dello star system che probabilmente sapevano ma hanno sempre taciuto. Anche la direttrice di Vogue America, Anna Wintour, parla del coraggio di chi ha parlato, affermando che "tutti hanno un ruolo nel creare un ambiente sicuro dove tutti possano sentirsi liberi di lavorare senza paura".

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