Rubavano gasolio in Libia per rivenderlo in Italia: nove arresti

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La guardia di finanza di Catania ha scoperto e sgominato un'associazione a deilqnuere internazionale che riciclava gasolio libico rubato dalla raffineria libica di Zawya, a 40 Km da Tripoli. E' la conclusione delle indagini condotte dai finanzieri del Comando provinciale di Catania, con la collaborazione del Servizio centrale investigazione criminalita' organizzata, e coordinate dalla Procura distrettuale. Dell'organizzazione faceva parte anche Nicola Orazio Romeo, ritenuto vicino alla cosca mafiosa dei Santapaola-Ercolano, motivo per cui al gruppo viene contestata anche l'aggravante mafiosa.

Dopo il furto, il gasolio veniva scortato da milizie libiche e portato in Sicilia attraverso una società di Malta. Una milizia libica armata guidata da Khalifa, conosciuto anche col soprannome di 'il Malem', scortava il carico fino alla costa, veniva poi caricato su navi pescherecci modificati al trasporto del gasolio, per poi salpare in direzione di #malta. Per trasportare il greggio, destinato alle raffinerie nel nostro Paese, i trafficanti si sarebbero serviti anche di navi 'fantasma'. Gli arrestati sono due maltesi, due libici e quattro italiani.

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Le analisi della Bce, ha spiegato, non rilevano la presenza di prove che dimostrino che alti tassi di interesse portino a maggiori riforme.

Riuscivano a passare inosservate perché disattivavano il dispositivo di identificazione. Il gasolio, secondo le indagini del Comando Operativo Aeronavale della Fiamme Gialle, veniva trasportato via mare in Sicilia e successivamente immesso nel mercato italiano ed europeo. Nell'arco di un anno, i militari sono riusciti a documentare oltre 30 viaggi, che hanno permesso all'organizzazione di importare oltre 80 milioni di chili di gasolio per un valore d'acquisto di circa 30 milioni di euro.

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