Draghi: tassi su livelli attuali ancora a lungo. Qe dimezzato ma prolungato

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Draghi ha specificato che i tassi resteranno su questi livelli per un periodo esteso di tempo, "ben oltre i nostri acquisti di asset". I re-investimenti e i nuovi acquisti porteranno oltre 50 miliardi al mese fino alla fine del settembre 2018, anche se in perdita perché attualmente la somma ammonta a 65 miliardi per le due voci. Una scelta non facile, presa sulla scia delle misure varate per pompare soldi nell'economia reale dalla Banca centrale americana (la Fed) e che è sempre stata vista con sospetto, se non con una vera e propria contrarietà, dai banchieri tedeschi.

È stato deciso in giornata di ieri dalla Bce un taglio netto che varia dai 60 ai 30 miliardi di euro per gli acquisti mensili di titoli. Il Qe risulta così dimezzato, anche se con un allungamento di nove mesi. La grande maggioranza del Consiglio Direttivo ha espresso una preferenza affinché ci sia un atteggiamento più ampio e aperto, per quanto riguarda la conclusione del Qe. La BCE annuncia infatti che inizia il percorso che porterà alla fine degli acquisti di titoli del quantitative easing. Un intervento che ha permesso di tenere sotto controllo gli spread dei Paesi più fragili a partire da quello italiano, che viaggia attorno ai 150 punti ma era arrivato addirittura vicino ai cento.

Frizzi in ospedale, le sue condizioni sono stabili
Le condizioni del popolare conduttore, secondo quanto riferisce ancora il comunicato stampa, "sono stabili". RAI1 intanto ha annunciato che stasera non andrà in onda la puntata alle 18:45 come da palinsesto.

(Teleborsa) - I rischi sulla crescita rimangono equilibrati, ha dichiarato il presidente della BCE, Mario Draghi, sottolineando che l'espansione economica continua ad essere solida ed ampia. La BCE prevede un calo dell'indice dei prezzi al consumo all'1,2% nel 2018 e un successivo rimbalzo all'1,5% nel 2019.

(Teleborsa) Tassi invariati, al via tapering del QE. Clicca qui per scaricare la tua guida! Magari, come sostiene qualcuno, per tornare a occuparsi direttamente dell'Italia verso la quale, da Francoforte, ha avuto sempre un occhio di riguardo anche tirandoci le orecchie e spingendoci a varare quelle riforme economiche che siamo riusciti a realizzare solo in parte.

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