Pensioni: motivazioni Consulta non sono comprensibili, dice Uilp

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La Corte Costituzionale, spiega il Sole 24 Ore, ha deciso che il bonus Poletti sulle perequazioni pensionistiche è legittimo. La Corte ha ritenuto che - diversamente dalle disposizioni del "Salva Italia" del governo Monti annullate nel 2015 con tale sentenza - la nuova e temporanea disciplina prevista dal decreto-legge n. 65 del 2015 realizzi "un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica". All'origine del contenzioso la scelta di bloccare, per il 2012 e il 2013, l'adeguamento automatico all'inflazione delle pensioni con un importo mensile tre volte superiore al minimo Inps. Il cosiddetto "bonus Poletti", un rimborso, ha stabilito la perequazione al 100% per assegni fino a 3 volte il minimo; del 40% tra 3 e 4; del 20% tra 4 e 5; del 10% tra 5 e 6; nullo per importi oltre sei volte il minimo. "Prendiamo atto della sentenza della Consulta sul decreto Poletti".

"Le motivazioni della Corte Costituzionale non sono congrue né comprensibili" dichiara in una nota il segretario generale della Uilp Romano Bellissima, in merito alle perquazioni delle pensioni.

Riassumendo (e per semplificare!) la Consulta ha detto/scritto che la Sentenza della C. Costituzionale n°70 del 2015 è stata correttamente applicata/interpretata dalla Legge 109/2015 (settembre 2015) varata dal Governo Renzi. "Resta però irrisolto il problema del reddito dei pensionati, che in questi ultimi anni ha perso sensibilmente di valore e non è stato degnamente rivalutato".

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Aspettiamo di leggere e di commentare, con calma, il dispositivo integrale della Sentenza. Si è arrivati, quindi, all'appello bis e alla nuova sentenza della Consulta.

In molti Tribunali d'Italia come anche nelle varie sedi della Corte Dei Conti di molte regioni, i Giudici di prime cure hanno assunto Ordinanze adducendo la non manifestata infondatezza, pertanto, si sono avvalsi di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale.

La decisione del giudice delle leggi, che inevitabilmente farà sorgere infinite polemiche, è dunque per la legittimità del decreto legge 65/2015 che ha riconosciuto, sebbene in parte, quanto non pagato ai pensionati per effetto dell'indicizzazione nel biennio 2012-2013.

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