Carcere di Favignana: in tre evasi nella notte tra cui un ergastolano

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Tre detenuti stanotte sono evasi dal carcere dell'isola siciliana realizzando una corda di coperte. Trasferiti, per tale motivo, nel penitenziario favignanese, i due si sono ritrovati inspiegabilmente nella stessa cella. Anche su questo intende indagare il Dap che ha aperto un'inchiesta interna per chiarire la dinamica dell'evasione della scorsa notte. Le indagini sono condotte dal sostituto procuratore Marco Verzera. "Sembrerebbe - dice il direttore - che il loro sia stato un lavoro fatto in brevissimo tempo". A quanto pare il penitenziario non dispone di un servizio di vigilanza sul muro di cinta. Attualmente sono ospitati 46 detenuti, tutti al secondo piano del carcere; il primo non è in funzione.

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Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Ce lo auguriamo tutti. Tra i fuggitivi c'è anche un ergastolano, Adriano Avolese, condannato per omicidio, originario di Pachino in provincia di Siracusa. Alla base dell'uccisione, secondo gli inquirenti, vi sarebbe stata una vendetta nei confronti del fratello di Sebastiano di Rosa, Salvatore il quale avrebbe insidiato la moglie di Adriano Avolese. Il corpo venne gettato in un appezzamento di terreno e dato alle fiamme. I tre si potrebbero già trovare sulla terraferma. Mangione sparò ad uno dei poliziotti senza successo perché l'arma rimase inceppata. Gli altri due -Giuseppe Scardino e Massimo Mangione- provengono dal paese di Vittoria, nel ragusano, e avrebbero dovuto finire di scontare la pena rispettivamente nel 2032 e nel 2037.

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