Berlusconi e Dell'Utri di nuovo indagati a Firenze

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Riaperta dalla Procura di Firenze l'indagine su Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri come possibili mandanti delle stragi mafiose del 1992-93 che sconvolsero l'Italia. Siamo preoccupatissimi che la notizia sia uscita sui giornali ora in sede di imminenti elezioni politiche, per le quali ogni giorno si scrive di probabili accordi elettorali strombazzati a destra e a manca - si legge in una nota a firma di Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime - Noi abbiamo bisogno di verità, di un processo per strage ai probabili concorrenti della mafia cosa nostra, non di manfrine da operetta fra Segretari di partito e compagni di 'merende politiche' varie - continua Maggiani Chelli -.

Il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo avrebbe delegato alla polizia giudiziaria lo svolgimento di alcune verifiche e per farlo ha dovuto chiedere al gip di riaprire il fascicolo su Berlusconi e sulle stragi nella città dove si sono concentrate le indagini sulle bombe del 1993 scoppiate a Firenze, Roma e Milano.

"Berlusconi mi ha chiesto questa cortesia, per questo c'è stata l'urgenza", le parole, riportate da Repubblica, del boss Graviano nel penitenziario di Ascoli Piceno, al suo compagno dell'ora d'aria, il camorrista Umberto Adinolfi. Le intercettazioni sono importanti per capire il ruolo di Berlusconi nelle stragi del 93 e nella cosiddetta trattativa Stato-Mafia. "In mezzo la strada era Berlusca, lui voleva scendere. però in quel periodo c'erano i vecchi. lui mi ha detto ci vorrebbe una bella cosa". "Se ci prenderanno in giro ancora una volta vorrà dire che fino ad oggi siamo stati circondati da vigliaccheria e opportunismo". Adesso i pm palermitani le hanno inviate ai colleghi di Firenze. Poi mi è successa una disgrazia, mi arrestano, tu cominci a pugnalarmi.

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Ovviamente dopo un infortunio c'è bisogno di tempo per tornare come è il caso di Moses . "Per me è importante poter contare sull'intera rosa ".

Nicolò Ghedini, avvocato dell'ex premier, bolla il tutto come "illazioni e notizie infamanti prima del voto, non avendo mai avuto alcun contatto il presidente Berlusconi né diretto né indiretto con il signor Graviano".

Come riporta Repubblica, i legali di Berlusconi e Dell'Utri protestano sulla chiarezza dei riferimenti delle intercettazioni dei dialoghi in carcere di Graviano, ma gli esperti nominati dalla corte d'assise danno ragione alla procura.

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