Cateno De Luca: "Sapevo dell'indagine". Ecco perché

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"L'unico modo per impedire che il Parlamento diventi la casa degli impresentabili, è scegliere il MoVimento 5 Stelle, l'unica forza politica che ha il coraggio e la forza di correre da sola, con la propria faccia e il proprio programma, e di raccogliere, come abbiamo fatto in Sicilia, voti puliti e liberi", conclude il candidato premier M5S. "La frode si è sviluppata basandosi sul trasferimento di materia imponibile dal Caf alla Federazione nazionale, in virtù del regime fiscale di favore applicato a quest'ultima, che ha determinato un notevole risparmio di imposta". Ad oggi risulta disposta l'esecuzione del sequestro preventivo dell'intero ammontare dell'indebito risparmio di imposta della società Caf Fenapi e degli arrestati. Lo hanno eletto all'assemblea siciliana neppure 48 ore fa: un record storico. "Indagate a piede libero altre otto persone", spiega il focus di Repubblica. Senza di lui infatti la maggioranza non c'è.

Nel corso dell'accertamento della Guardia di Finanza fu Cateno De Luca a seguire "passo passo" il "confezionamento" dei documenti da consegnare ai militari, "per dar loro una "parvenza di credibilità" continua il Gip del tribunale di Messina Monia De Francesco nell'ordinanza di arresto attribuendogli un "ruolo di primo piano nel sodalizio criminale".

Cicala segnala alcune irregolarità documentali nel "protocollo" a De Luca e il deputato risponde che non sarebbe stato un problema.

ELEZIONI SICILIA - Seconda rilevazione alle 19: affluenza ancora sotto rispetto al 2012
E' previsto anche il voto disgiunto: l'elettore può votare una lista regionale e una lista provinciale non collegate fra loro. Urne aperte dalle ore 8 alle ore 22 e le operazioni di scrutinio avranno inizio a partire dalle ore 8 di lunedì 6 novembre.

De Luca rivela sarcasticamente di aver sperato nell'elezione in Sicilia [VIDEO]di Lo Giudice al suo posto perché, dice, "sapevo di scontrarmi con i poteri forti di Messina: massoneria e vari ambienti che naturalmente non vogliono che io faccia il sindaco di Messina". Solo oggi, dopo che le elezioni si sono svolte e gli impresentabili hanno fatto incetta di voti, consegnando una vittoria contaminata al centro destra, lo mettono in prima pagina.

La prima reazione politica arriva da Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia. Il deputato, nelle file dell'Udc, faceva parte della coalizione che ha sostenuto il candidato di centrodestra e neopresidente Lello Musumeci. "È l'ennesima dimostrazione che gli strumenti di cui disponiamo per tutelare l'elettorato attivo e passivo nel nostro Paese sono insufficienti".

"I partiti avevano il dovere di dire no a impresentabili". "Non solo per i tempi a disposizione delle Commissioni elettorali per valutare la regolarità della situazione giuridica dei candidati, in base alle leggi, in particolare alla legge Severino". Quindi Ardizzone ha rivolto un appello a Musumeci affinché "sappia resistere alle sollecitazioni che gli impresentabili sicuramente gli faranno".

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