Pane e acqua ai figli di chi non paga la mensa

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Sì, perché è questa la decisione presa dalla dirigenza dell'Istituto Comprensivo "Magiotti" di Montevarchi (Arezzo) nei confronti di quelle famiglie che non hanno pagato la mensa scolastica. Il provvedimento ha trovato il plauso della sindaca della cittadina aretina Silvia Chiassai, secondo la quale si può così risolvere il buco economico del suo comune. Silvia Chiassai ha aggiunto: "Non dovevamo neppure arrivare a questo perchè un genitore che sa di non aver pagato, che viene avvisato e al termine della scadenza lascia il proprio figlio senza mangiare compie un atto non responsabile". Una soluzione tra il discriminatorio (il cibo sarà servito con un po' di frutta ed una bottiglietta d'acqua su un tavolo separato o in quello destinato a chi porta il pranzo da casa) e l'inconsueto (dal momento che nessuno si è sentito di lasciare a bocca asciutta dei minorenni incolpevoli). E comunque, avverte, ci sarebbero due mesi cosiddetti di tolleranza.

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"Tengo a precisare che i genitori morosi non sono in difficoltà economiche, solo che con atteggiamento furbetto hanno accumulato mancati pagamenti", ha detto il sindaco. Il "pane e olio ai bambini morosi di Montevarchi è una discriminazione incompatibile coi valori fondativi del sistema scolastico", ha tuonato la donna. Un provvedimento scaturito dopo aver conteggiato ben 1000 morosi su 4000. Una decisione che ha subito creato polemiche e messo in luce come il provvedimento della giunta di centrodestra potesse risultare una vera e propria discriminazione per i bambini. Anche sui social network si è infiammata la polemica. L'ex sindaco di Montevarchi Francesco Maria Grasso, tramite il suo profilo Facebook, ha per esempio annunciato guerra al provvedimento: "Per la dignità della nostra città, delle nostre scuole e dei nostri ragazzi attiverò una campagna mediatica senza precedenti per far ritirare questo ignobile provvedimento della attuale amministrazione". Ma che ora il comune ha deciso di passare all'assalto finale per ridurre a zero la fascia delle famiglie non in regola.

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