Palermo, i commercianti denunciano: 17 arresti, sgominata la gang del pizzo

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Palermo - I carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo, su disposizione della Procura distrettuale e mandato del gip del Tribunale di Palermo, hanno arrestato 17 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, tentato omicidio, rapina, illecita detenzione di armi e munizioni e fittizia intestazione di beni.

Già nel 2015, certi di essere arrestati a causa della collaborazione del pentito Francesco Chiarello, i fratelli Domenico e Giuseppe Tantillo, all'epoca reggenti della famiglia di Borgo Vecchio, nel prendere alcune precauzioni avevano ottenuto il consenso dai vertici del mandamento di Porta Nuova affinché il loro successore fosse già individuato in Elio Ganci, tornato in libertà dal novembre di quell'anno dopo aver scontato una condanna per associazione mafiosa ed estorsione. Un documento contabile indicante anche i nominativi delle vittime, ritrovato dai carabinieri coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi. I commercianti sono stati sentiti e hanno confermato le imposizioni di cosa nostra.

In particolare, grazie al rinvenimento del "libro mastro" e l'acquisizione di numerose prove, sono state ricostruite 14 estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti di Borgo Vecchio, costretti a versare somme di denaro per evitare ritorsioni che, in alcuni casi, sono avvenute e sono state documentate dai militari.

Il boss è stato scarcerato nel novembre di due anni fa ma, secondo gli inquirenti, avrebbe sostenuto i familiari dei detenuti e le varie attività grazie a Fabio Bonanno, Salvatore D'Amico, Luigi Miceli, e Domenico Canfarotta. La commissione di quel reato non era stata autorizzata e, quindi, i responsabili erano stati poi aggrediti fisicamente dagli esponenti del mandamento di Porta Nuova e dagli stessi vertici della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio.

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L'olandese ha svolto anche delle prove aerodinamiche girando con il diffusore che era stato spalmato di vernice flow viz. Qualche errore di troppo in curva 11, protagonisti Marcus Ericsson con la Sauber e Stoffel Vandoorne con la Mclaren .

Sequestrate anche diverse attività commerciali riconducibili a Cosa nostra, intestate a prestanome ed avviate, in diversi punti della città, mediante il riciclaggio di proventi illeciti. E del resto, da questa operazione è emerso come il racket del pizzo continui a essere una delle principali forme di guadagno di Cosa nostra.

"Nel corso degli anni Cosa nostra ha mutato pelle e diversificato i propri affari - ha commentato il comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, il colonnello Antonio Di Stasio - continua a essere colpita duramente con l'attività repressiva delle forze dell'ordine e della magistratura e oggi appare indebolita, ma sempre viva e impegnata, anche attraverso il 'pizzo', nella ricerca quotidiana e ossessiva di denaro".

"Da un'analisi storica del fenomeno estorsivo emerge come, in un territorio sottoposto ad un clima di intimidazione diffusa, la criminalità organizzata riesca nel tempo ad imporre il 'pizzo'". Indagine che ha portato inoltre a comprendere ulteriormente le dinamiche interne della cosca mafiosa.

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