Aggressione a giornalista, fermato Spada

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"Quello di Roberto Spada è stato un atto criminale e quindi come tale va perseguito", ha detto Simone Di Stefano di CasaPound.

CasaPound ha preso le distanze dalla famiglia Spada, ma non del tutto. Hanno negato l'amicizia con il clan, anche se diverse foto e scambi di messaggi su Facebook raccontano esattamente il contrario.

Roberto Spada è stato fermato nel pomeriggio di oggi dai carabinieri della compagnia di Ostia. Spada, fermato nella sua casa sul litorale romano, è accusato di violenza privata e lesioni aggravate dal metodo mafioso e dai futili motivi.

Poker, boxe e Casapound. Entro sera verrà portato nel carcere di Regina Coeli. Insieme a lui è stato colpito anche l'operatore televisivo Edoardo Anselmi. Una domanda legata al fatto che secondo le ipotesi investigative sulla criminalità del litorale gli Spada sono molto influenti nel quartiere. "Chiediamo alla politica e alla magistratura di tirare fuori la verità su questa vicenda, chiediamo inchieste rapide veloci e che siano pubbliche". "Lo chiediamo direttamente al ministro degli Interni".

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L'argentina è ancora legata a lui tanto che tiene ancora la sua foto sotto il cuscino, cosa ha fatto molto ingelosire il ciclista. A Giulia De Lellis è quindi spettato il compito di scegliere chi far uscire dalla casa tra Ignazio Moser e Jeremias Rodriguez .

Incalzato più volte sulla presunta relazione con il clan di Ostia, Luca Marsella, visibilmente tirato, non cede alle richieste dei giornalisti e continua a non dichiarare che gli Spada sono un problema per il comune.

Iniziative quali "il giornalista del giorno", una sorta di gogna pubblica costruita sul blog di Beppe Grillo contro un qualsivoglia cronista che avesse osato criticare il m5s; gli attacchi verbali violenti ai giornalisti durante la kermesse di Italia 5 Stelle a Rimini; gli insulti e le offese della folla grillina alla stampa presente a Italia 5 Stelle a Palermo all'arrivo della Raggi; l'attivista "bodyguard" di Beppe Grillo a Genova entrato nella sede del Secolo XIX che inveiva contro il portiere dello stabile per il trattamento non equo riservato al m5s; il comizio di Di Battista davanti a Montecitorio di fronte a un gruppo di persone inferocite contro i media asserviti al potere sono solo alcuni degli esempi più eclatanti del non esattamente idialliaco rapporto pentastellato con la stampa.

E tuttavia, improvvisamente, e magicamente, i mostri che attaccano la stampa e la libertà di parola sono solo gli esponenti di CasaPound e, per proprietà transitiva, la Destra in generale. Nel frattempo, da un punto di vista strettamente politico, Casapound ha annunciato che al ballottaggio non si schiererà, tralasciando di dare il proprio appoggio a una delle due candidate. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. "Non sosteniamo nessuno al ballottaggio".

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