Gentiloni: "La crescita c'è. Non siamo più il fanalino di coda d'Europa"

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"Ci sono paesi europei che avranno una crescita inferiore, e anche un grande paese amico dell'Italia che ha deciso di uscire dall'Ue, e avrà un livello di crescita inferiore al nostro", ha sottolineato il presidente del consiglio. "I governi - ha aggiunto - hanno cercato di incoraggiare questa spinta ma se la crescita è dell'1,8% quando le previsioni erano pochi mesi fa dello 0,8%, questo è perché il sistema si è rimesso in moto". Gentiloni, riferendosi alla crescita tendenziale del Pil all'1,8%, ha detto che "da ieri l'Italia non è più il fanalino di coda della Ue". La sfida da affrontare ora, ha detto ancora, sarà "come reagire al cambiamento d'epoca, come dice Papa Francesco, che contiene elementi di straordinaria opportunità: non possiamo non essere felici che aumentano le condizioni di vita, della rivoluzione digitale, la robotica". "C'è l'orgoglio che si sono fatti passi in avanti". Una sfida che, secondo Gentiloni, "dobbiamo raccogliere senza paura" restando "consapevoli che questi cambi epocali sono straordinarie novità che ci impongono nuove sfide".

La seconda sfida è quella del lavoro: "Per far sì che la ripresa non sia una ripresa senza lavoro, chi ha responsabilità di governo deve intervenire con misure soprattutto indirizzate alle forme di esclusione e povertà e in generale ai giovani".

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"Bisogna ridare fiducia e speranza ai Paesi dei Balcani occidentali, che non devono considerare la porta dell'Ue chiusa o semichiusa e devono continuare a confidare su questa prospettiva".

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