L'ex prefetto di Rovigo tra gli indagati della tragedia del Rigopiano

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Gli indagati sono Bruno Di Tommaso, Antonio Di Marco, presidente della Provincia di Pescara, Paolo D'Incecco, Mauro Di Blasio, Ilario Lacchetta (sindaco di Farindola), Enrico Colangeli, Pierluigi Caputi, Carlo Giovani, Vittorio Di Biase, Emidio Rocco Ernesto Primavera, Sabatino Belmaggio, Andrea Marrone, Luciano Sbaraglia, Marco Paolo Del Rosso, Massimiliano Giancaterino, Antonio De Vico, Antonio Sorgi, Giuseppe Gatto, Giulio Honarati, Tino Chiappino, Francesco Provolo, Leonardo Bianco, Ida De Cesaris. Nella lista degli indagati c'è anche il prefetto Francesco Provolo che era stato trasferito a Roma nelle scorse settimane.

In tutto sono 23 gli indagati per vari reati ipotizzati fra cui omicidio e lesioni plurime colpose falso e abuso edilizio.

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La famiglia Pozzo non è contenta dell'atteggiamento della squadra e del gioco mostrato in queste prime uscite. Dopo il 13º posto conquistato lo scorso campionato si chiude dopo 43 partite la sua avventura in Friuli .

Tra i nuovi indagati, invece, figurano anche alcuni funzionari della Regione Abruzzo, poiché, come si legge nell'ordinanza della Procura, "sebbene incombesse su di loro la responsabilità di realizzare la carta delle valanghe per l'intero Abruzzo, essi non si attivarono in alcun modo". Lo ha ufficialmente confermato la Procura di Pescara ai famigliari.

Da parte della Procura di Pescara sono stati emessi oggi 23 nuovi avvisi di garanzia per la vicenda dell'Hotel Rigopiano, travolto da una valanga lo scorso gennaio. con 29 vittime. Le notifiche degli avvisi di garanzia sono in corso presso il Comune di Farindola, la Provincia di Pescara, la Regione e la prefettura del capoluogo adriatico. Gli inquirenti, infatti, ipotizzano che se fosse esistita la carta, la località di Rigopiano sarebbe stata riconosciuta come esposta a tale pericolo di valanghe e conseguentemente l'albergo sarebbe stato chiuso per il periodo invernale fino alla realizzazione degli interventi di difesa antivalanghiva previsti dalla normativa per le località a rischio. Questo nel giorno in cui le indagini si arricchiscono con quanto dichiarato dai 5 dirigenti della Total ascoltati dagli investigatori.

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