Mamma con figli piccoli licenziata da Ikea, l'azienda: "Decisione difficile ma necessaria"

Adjust Comment Print

Il numero dei lavoratori che l'Ikea chiama co-workers è sceso da 450 a 350. Gli impegni dell'azienda di aumentare i full-time si sono rivelati promesse da marinaio. "Le leggi a tutela delle madri lavoratrici ora ci sono. - ricorda l'esponente dem - Basti pensare alla legge sulle dimissioni in bianco per impedire che le ragazze incinte vengano licenziate o alle risorse messe a disposizione del welfare aziendale nelle leggi di bilancio per sostenere servizi completamente defiscalizzati che sostengono la genitorialità, ma anche alle scelte di sostegno alle famiglie, ai premi aziendali durante la maternità che ora, a differenza del passato, vengono pagati, al congedo di paternità obbligatorio".

Ikea ha suscitato molte polemiche, di recente, per due episodi. "Anche per questo motivo da una decina di giorni, insieme ai lavoratori dipendenti di Ikea Italia, abbiamo lanciato la campagna #CambiaIkea", che in una settimana ha raccolto 25mila firme web e cartacee. Il benservito, in questo caso, è definito 'illegittimo e vergognoso' dal sindacato, anche perché ha colpito un uomo che lavorava per l'azienda svedese da 11 anni. Dopo il caso della madre del disabile licenziata a Corsico perché non riusciva a coprire i turni che le erano stati assegnati, ha destato stupore quello del lavoratore di Bari, padre di due bimbi, che ha ricevuto il benservito perché avrebbe prolungato la pausa di 5 minuti.

Читайте также: Totti spinge per Tommasi: "È una figura giovane, trasparente e positiva"

Pare che Ikea da qualche anno a questa parte utilizzi un algoritmo che detta i turni dei dipendenti due volte al'anno: a settembre a marzo, sulla base di uno schema che comprende flusso di clienti, numero di dipendenti e esigenze di reparto. E' quanto si legge in una nota della Filcams Cgil.

I dipendenti della filiale Ikea di Corsico, in segno di protesta, hanno immediatamente scioperato per due ore e annunciato un presidio davanti allo stabilimento per il prossimo 5 dicembre. "Un segnale importante". Lo afferma Nicola Fratoianni segretario nazionale di Sinistra Italiana. "Poi le cose sono cambiate" svela in un'intervista a La Repubblica. "Sarebbe per loro - conclude Fratoianni - una via d'uscita dignitosa da una situazione intollerabile". Pur accettando la nuova mansione, Marica aveva chiesto un cambio di orario che inizialmente con assensi verbali pareva essere stato accolto, ma nei giorni successivi un irrigidimento della direzione del personale di Ikea ha portato a due distinte contestazioni inerenti ai ritardi perpetrati dalla donna e alla conseguente lettera di licenziamento. Nell'esprimere piena solidarietà a Marica, l'auspicio è che si giunga ad una positiva conclusione della vicenda con un ripensamento da parte dell'azienda: "il suo licenziamento sarebbe un fatto molto grave e fortemente lesivo dei diritti dei lavoratori".

При любом использовании материалов сайта и дочерних проектов, гиперссылка на обязательна.
«» 2007 - 2017 Copyright.
Автоматизированное извлечение информации сайта запрещено.

Код для вставки в блог

Comments