Milan non pervenuto: due schiaffi dal Rijeka e problemi che restano

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Gattuso non sognava certo una sconfitta nel suo esordio europeo come allenatore del Milan.

Se le cose in campo vanno male, con la mancanza di risultati che continua e il gioco che non migliora, in società non vanno meglio.

Catalani in piazza a Bruxelles
Molti dei partecipanti erano avvolti dalla bandiera gialla, rossa e blu della Catalogna. "Sono 45mila", afferma la polizia belga, più del doppio del previsto.

Nell'ideale 4-3-3, a centrocampo Montolivo - in vantaggio su Biglia - sarebbe affiancato da Kessie e Bonaventura, mentre il reparto offensivo, dopo la deludente prova di Cutrone e Silva, dovrebbe essere guidato da Kalinic, affiancato da Suso e Borini. Sul finire della frazione, grande chance per il Milan sciupata da Cutrone: il giovane attaccante rossonero, servito dal lancio di Zapata, sfugge a Zuparic e prova il pallonetto davanti al portiere di casa ma la mira è alta. La rete galvanizza ulteriormente il Rijeka. Facciamo possesso palla, ma non conta nulla. Poco dopo, tentativo di Biglia che sfiora il palo alla destra di Sluga. "Dobbiamo migliorare in fretta".

Gattuso opta dunque per la via dell'autocritica, mettendoci la faccia in prima persona: "Ho scelto di mandare in campo giocare giocatori che avevano bisogno di mettere minuti nelle gambe, ma non siamo venuti qui per perdere, c'era bisogno di invertire il trend e di cambiare mentalità. Domenica abbiamo una partita importantissima, poi c'è la Coppa Italia". "Le scelte le rifarei, sicuramente". Di contro, il Milan ha sofferto tremendamente in fase difensiva a tal punto che lo stesso Gattuso, nel post partita, ha parlato di un possibile nuovo cambio modulo: "Abbiamo visto che con la difesa a tre si fa una fatica pazzesca, meglio a quattro". Siamo troppo fragili, alla prima difficoltà non riusciamo a reagire. Dobbiamo riuscire a fare risultato e ad esprimere un buon calcio.

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