Erdogan e Macron in pressing su Trump "Su Gerusalemme ripensaci"

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Nel corso di un colloquio telefonico, Erdogan e Macron hanno condiviso la "preoccupazione per l'intera regione" per la scelta degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale israeliana. Per esempio davanti l'ambasciata americana a Beirut, dove le forze di sicurezza hanno fatto uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti. Ma il presidente francese resta sulla sua posizione e ripete che "la decisione di Trump è un pericolo per la pace", chiedendo a Netanyahu "un gesto di coraggio per i palestinesi: Israele congeli le colonie".

LA GIORDANIA - Il Parlamento giordano ha votato oggi a favore della revisione del trattato di pace con Israele. In un comunicato, la chiesa copta ha dichiarato che la decisione dell'amministrazione di Donald Trump "non ha preso in considerazione i sentimenti di milioni di arabi". A Gerusalemme una guardia di sicurezza israeliana di 25 anni è stata accoltellata a Gerusalemme alla fermata del bus. I manifestanti, con bandiere palestinesi e libanesi e indosso la kefia hanno scandito slogan contro Trump e bruciato ritratti del presidente americano. La manifestazione, non autorizzata, si è sciolta spontaneamente all'arrivo della polizia. Macron ha comunque ribadito la sua "contrarietà" alla decisione del presidente Donald Trump e ha ribadito che "l'unica soluzione" è quella che prevede "2 Stati vicini".

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Il padre dei piccoli Andrea Benatti , ex azzurro di rugby, è disperato: era al lavoro quando si è consumata la tragedia. Ma del colloquio, su disposizione della magistratura, per ora non trapela nulla di ufficiale.

CORTEO A RABAT - Intanto oggi decine di migliaia di persone hanno manifestato a Rabat, la capitale del Marocco, contro la decisione del presidente Usa. "Facciamo appello al nostro popolo a portare avanti la intifada e a fare ricorso a tutti i mezzi di resistenza per opporsi agli occupanti", è il messaggio divulgato domenica sul web da Hamas con un poster che mostra un suo miliziano mentre impugna un fucile. E il leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha anche indetto una protesta per lunedì nei sobborghi sud di Beirut, feudo del gruppo. "I prossimi giorni dimostreranno l'enormità del suo errore". Il portavoce militare, Jonathan Conricus, ha spiegato che la galleria sotterranea era dotata di "sistemi sofisticati" per permettere il passaggio verso Israele e attaccare soldati e popolazione.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato l'europa di "ipocrisia". "Non cerchiamo un'escalation - ha aggiunto - ma dobbiamo difendere i nostri civili e non accetteremo violazioni della nostra sovranità". Molti sono rimasti ferite dal lancio di pietre e dai lacrimogeni. Dall'Europa - ha aggiunto - "ho sentito voci di condanna della storica decisione di Trump, ma non sul lancio di razzi contro Israele e sul terribile incitamento contro lo stato ebraico". "Non accetto questa ipocrisia e presenterò la verità di Israele a testa alta".

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