In Alabama ha vinto il democratico Doug Jones

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I media mainstream non hanno ancora finito di festeggiare per la vittoria elettorale di Doug Jones, il candidato democratico che è riuscito a espugnare l'Alabama, tradizionale fortezza repubblicana. Jones ha battuto Moore di 1,5 punti percentuali circa.

Duro colpo per Donald Trump nelle elezioni in Alabama, roccaforte del Grand Old Party.

Queste elezioni sono state sotto i riflettori a causa della loro importanza. Alle presidenziali del 2016 Trump si era aggiudicato l'Alabama con oltre il 60% delle preferenze e ora si ritrova con una maggioranza repubblicana in Senato di appena 51 seggi su 100.

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Con il 99% dei voti scrutinati Jones ha ottenuto il 49,5% dei consensi (640.520 voti) contro il 48,8% di Moore (631.576 voti).

Rappresentando il 17% dell'elettorato in Alabama, esse hanno votato per Jones quasi in blocco: ben il 98%. La situazione però si è complicata quando si è candidato Moore, un giudice famoso per aver voluto installare un monumento dedicato ai Dieci comandamenti nel suo tribunale. La candidatura di Moore è stato il primo passo di un piano pensato da Steve Bannon - ex stratega della Casa Bianca e ideatore del trumpismo prima di Trump - che ha dichiarato guerra ai repubblicani con l'intenzione di sostituire parte della leadership con candidati estremisti e molto sulla linea-Trump, per poter dare al presidente maggiore libertà di azione al Congresso. Su di lui pendevano anche le accuse di molestie sessuali avanzate da nove donne, tra cui anche minorenni. In passato aveva definito l'omosessualità come un reato, e aveva sostenuto che neri e donne non hanno gli stessi diritti degli uomini bianchi. Cosa che, appunto, Moore è intenzionato a fare.

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