Etruria, Ghizzoni: "Boschi chiese di valutare acquisizione. Mail da Carrai"

Adjust Comment Print

Marco Carrai, che Renzi voleva mettere a capo della struttura di cybersecurity nazionale, avrebbe mandato a Ghizzoni un'email in cui lo sollecitava a dare una risposta per Banca Etruria! A dirlo è lo stesso Marco Carrai in una nota: "Confermo di aver avuto, in svariate occasioni, il piacere di incontrare e dialogare, a livello professionale, con Federico Ghizzoni, a cui mi lega profonda stima e nella mia veste di consulente, come dichiarato da Ghizzoni stesso" spiega Carrai, aggiungendo che "sono molteplici le iniziative di natura professionale che abbiamo promosso o verificato insieme". La mail fu spedita da Carrai un mese dopo l'incontro del 12 dicembre 2014 in cui Maria Elena Boschi, allora ministra, aveva chiesto a Ghizzoni di valutare un intervento di Unicredit per salvare la banca aretina dalla crisi.

I fatti in breveUna manciata di giorni prima del Natale del 2013, Banca Etruria rende noto di non godere di ottima salute e che i vertici di Banca d'Italia le hanno caldamente raccomandato di trovare un partner che ne potesse garantire la sopravvivenza.

Ghizzoni ricevette poi da Marco Carrai, l'imprenditore toscano molto amico di Matteo Renzi, una mail il 13 gennaio nella quale diceva: "Solo per dirti che su Etruria mi è stato chiesto nel rispetto dei ruoli di sollecitarti se possibile".

Ghizzoni chiarisce che non volle chiedere da dove venisse la sollecitazione. "Non mi pare che ci siano novità e non ci sono certamente implicazioni per il governo". (L'unica offerta di fusione arrivò da Banca Popolare di Vicenza, ma fu giudicata insoddisfacente Ndr).

In Italia le spoglie di Vittorio Emanuele III
Secondo la sindaca di Roma, Virginia Raggi , è "inopportuno che la salma di Vittorio Emanuele III venga trasferita al Pantheon ". Grasso ha aggiunto che "un Paese maturo e democratico deve saper fare i conti con il proprio passato".

Un'accusa pesante che Boschi respinge al mittente: "Mai fatto una richiesta del genere, è un'ennesima campagna di fango" e ha continuato minacciando di rivolgersi agli avvocati "per tutelare il mio nome e il mio onore".

"Nel caso dell'email del 13 gennaio 2015, il presunto mistero è presto rivelato: si trattava di questione tecnica, niente di più".

Il primo contatto con Etruria c'era stato nel settembre 2014, prima dell'incontro Boschi-Ghizzoni, "ci fu chiesto se avevamo interesse ad analizzare il dossier per un'eventuale ingresso nel capitale, rispondemmo immediatamente che non c'era interesse da parte nostra". Esclusi la banca perché avevamo un rapporto aperto. Io ho solo chiesto info. "Tutto assolutamente trasparente, tutto assolutamente legittimo", prosegue Carrai, dicendosi "sorpreso che l'attenzione della commissione di inchiesta si concentri su vicende normali e del tutto corrette". "Adesso la parola al Tribunale". "Per me le parole di Ghizzoni sono molto preziose per la causa civile nei confronti del dottor De Bortoli. Che gode della solidarietà professionale di molti colleghi giornalisti ma per lanciare il suo libro ha raccontato il fatto in modo volutamente distorto". E dal management della banca, poi.

Comments