Gerusalemme, l'Onu contro Trump: condannata la decisione Usa

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La convocazione dell'Assemblea generale è stata richiesta dai rappresentanti di Turchia e Yemen, a seguito del veto posto il 19 dicembre dagli Stati Uniti a una bozza di risoluzione simile proposta dall'Egitto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Le cinque Nazioni sono i membri permanenti al Consiglio di sicurezza dell'ONU, ovvero USA, Cina, Russia, Francia e Regno Unito.

A seguire, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu: "Prima di questo incontro, uno Stato membro delle Nazioni unite ha minacciato tutti gli altri membri, è stato chiesto a tutti di votare 'no' per non affrontare conseguenze. Potete essere forti, ma ciò non vuol dire che abbiate ragione". "Questa decisione - ha aggiunto la portavoce della presidenza palestinese Nabil Abu Rudeina "riafferma ancora una volta che la giusta causa palestinese gode del sostegno della comunita' internazionale e nessuna decisione presa da nessuna parte potrebbe cambiare la realta', ovvero che Gerusalemme e' un territorio riconosciuto dal diritto internazionale". Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato il voto con il quale le Nazioni unite hanno bocciato la decisione americana di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

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Come insegna Agatha Christie "un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova". I piloti della VR 46 Academy e molte stelle delle due ruote sfideranno il padrone di casa sul circuito "La biscia" .

Chiaro sintomo del fatto che le minacce di Washington hanno pesato sul comportamento di molte capitali, ben 35 stati si sono astenuti - fra questi il Canada, il Messico e l'Argentina, ma anche tre paesi dell'Unione europea: Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca - e altri 21 non hanno preso parte alla votazione. "Ma questo è un voto che gli Stati Uniti terranno a mente".

L'ambasciatore israeliano Danny Danon: "Questo voto finirà nel secchio della spazzatura della storia".

Sua è la battaglia più feroce contro la risoluzione 2334 dell'Onu, quella in cui si chiede al governo di Israele di "interrompere ogni attività" negli insediamenti della Cisgiordania e di Gerusalemme Est e in cui l'occupazione israeliana viene definita "senza validità legale" e rischiosa per il processo di pace. Aveva usato la stessa identica espressione lo scorso gennaio, poco dopo l'insediamento della nuova amministrazione Trump, avvertendo i Paesi Onu a non mettersi di traverso rispetto alle posizioni Usa.

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