Boldrini in campo con Liberi e uguali di Grasso

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Come a Montecitorio si è consumato il voto di fiducia sulla legge di Bilancio 2018, l'ultimo atto di questa legislatura, Laura Boldrini quindi si è sentita libera di poter annunciare la sua candidatura a sostegno di Pietro Grasso. Nel suo annuncio Boldrini ha detto che una delle ragioni per cui ha deciso di candidarsi con Liberi e Uguali è rappresentare le donne: "Siamo il 51 per cento della popolazione, dobbiamo esigere rispetto, siamo la maggioranza".

Per questo motivo, ha spiegato: "Ho guardato con interesse al tentativo di Campo Progressista e di Pisapia di ricostruire un centrosinistra innovativo e in discontinuità".

Presenti Roberto Speranza del Movimento Democratico e Progressista e Pippo Civati di Possibile, ovvero due dei tre giovani leader di partito, l'altro è Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, che compongono l'ossatura di Liberi e Uguali. Sono convinta che Liberi e Uguali ne abbia la potenzialità. Essere imparziali è un esercizio molto complicato, ma questo non vuol dire privarsi del diritto di avere delle opinioni.

Dodici società e pure un traghetto Nuovo sequestro per Matacena
Le aziende proseguiranno la loro attività con degli amministratori giudiziari nominati dall'Autorità Giudiziaria. Ma anche conti bancari, venticinque immobili aziendali e un traghetto in servizio nello Stretto di Messina .

Quella dell'uguaglianza di genere è stata proprio una delle battaglie condotte in queste cinque anni dalla Presidentessa della Camera, assieme alla lotta alle fake news e all'accoglienza dei migranti.

L'obiettivo del quale ha parlato la presidente della Camera riguarda l'elettorato che, secondo Boldrini, è stato protagonista di una preoccupante crescita nei livelli di astensionismo e disamore.

"Il percorso che, come ho sempre sostenuto, deve essere inclusivo si arricchisce ancora di più, mettendo insieme energie diverse e capaci di dialogare con quegli elettori delusi dalla legislatura-vergogna che volge al termine in queste ore". Ma questa discontinuità non c'è stata. "Era mia diritto farlo e l'ho voluto fare", prosegue. Pier Ferdinando Casini di "Centristi per l'Europa" e presidente della commissione d'inchiesta sulle banche, a chi gli domanda in Transatlantico a che punto sia il lavoro per la costruzione di una lista di centro alleata del Pd, risponde: "Se vale la pena di fare una cosa dignitosa, si fa. Quando sarà da noi la parola dell'anno?".

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