Catalogna, primo exit poll: vincono gli indipendentisti, ma maggioranza in bilico

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L'altro grande dato politico è il successo di Ciudadanos, il partito più duramente unionista, che diventa la prima formazione catalana vampirizzando il Partido Popular di Rajoy. E' stata principalmente virtuale.

In termini di voti assoluti, però, il blocco indipendentista si è fermato a poco meno del 48 per cento, un risultato vicino a quello ottenuto alle ultime elezioni, tenute nel 2015. C'è il grave pericolo che per la Catalogna cambierà poco. Alcune riunioni le ha tenute in un piccolo ristorante italiano, defilato in una stradina fuori dal centro del piccolo paesino fiammingo di Tervuren a circa 14 chilometri da Bruxelles. Lo sono tuttavia anche gli indipendentisti, che oltre ad aver contribuito a peggiorare le condizioni economiche della regione e la fiducia dei mercati verso Madrid, non sembrano avere il coraggio necessario per scelte così difficili, né l'unione di intenti necessaria per essere credibili. Testa a testa con il partito unionista Ciudadanos, accreditato di 34-37 seggi. Ottimo il risultato di Ciudadanos, partito unionista guidato dall'andalusa Ines Arrimadas: con il 25 per cento dei voti si è assicurata 37 seggi, confermandosi primo partito. Nello specifico il fronte indipedentista ha ottenuto 70 seggi su 135: Junts per Catalunya ( lista dell'ex presidente Puigdemont) ha ottenuto 34 eletti, Esquerra Repubblicana (sinistra indipendentista dell'ex vicepresidente Junqueras, ora in carcere) 32 e 4 per la Cup (sinistra radicale indipendentista) hanno ottenuto insieme 70 seggi su 135.

Rajoy esce sconfitto dalla scommessa sul voto anticipato anche se dalla sua parte aveva la legge. Ciudadanos è arrivato primo ieri ma i partiti indipendentisti hanno la maggioranza assoluta nel Parlament.

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Giudizio sulle alternative? "A parte Emerson e Skorupski , ma tutti gli altri avevano giocato con continuità nell'ultimo periodo". E' stata comunque una buona gara , ma nella concretezza un pizzico di sfortuna c'è stata, io dico sempre per demerito nostro.

Forse non sarà presidente, troppi i veti, ma Inés Arrimadas è sicuramente la vincitrice di queste elezioni, "siamo nella storia", urla felice a Plaça d'Espanya in piena notte. La sessione costitutiva dell'assemblea catalana dovrà tenersi entro il 23 gennaio, il primo turno dell'elezione del President per il 10 febbraio. E intanto si attendono le reazioni da Madrid e dal resto dell'Europa.

L'ex governatore catalano Carlos Puigdemont, da Bruxelles, ha chiesto di incontrarsi con il premier spagnolo Mariano Rajoy, per discutere della situazione. Rajoy avrebbe dovuto gestire la rivendicazione indipendentista della Catalogna, peraltro minoritaria prima del referendum del primo ottobre e diventate maggioritarie dopo le assurde scene di violenza che videro la polizia nazionale e la Guardia Civil - costrette dall'inazione della polizia locale, i Mossos d'Esquadra, che non obbedirono agli ordini dei giudici catalani di impedire il referendum - usare la forza contro gli elettori indipendentisti. "La Repubblica catalana ha battuto la monarchia sull'articolo 155", ha ripetuto due volte nel suo intervento dal Belgio."Rajoy è stato sconfitto" e, per questo ora "servono rettifica, una riparazione e la restituzione della democrazia in Catalogna".

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