Gentiloni, presto missione italiana in Niger dimensione font +

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"Dobbiamo continuare a lavorare concentrando l'attenzione e le energie sullla minaccia del traffico di esseri umani e il terrorismo nel Sahel". Secondo Gentiloni, il nostro Paese "ha la capacità di tenere insieme accoglienza e lotta ai trafficanti, e siamo fieri del riconoscimento di essere stato il Paese più pronto e capace di salvare vite umane".

È l'annuncio del premier Paolo Gentiloni oggi davanti all'equipaggio della Nave Etna, che opera nell'ambito di Eunavfor Med Operazione Sophia: una posizione in netto contrasto con quella del neocancelliere tedesco Sebastian Kurz, che ha definito un "errore" la ricollocazione obbligatoria dei migranti negli Stati membri dell'Ue.

Il presidente del Consiglio ha quindi parlato del terrorismo internazionale, spiegando che in questi anni "è andato consolidandosi in questi anni nel Sahel, in Africa, ed è questo uno dei motivi per i quali una parte delle forze che sono state dispiegate in Iraq - questa è la proposta che il governo farà in Parlamento - saranno dispiegate nei prossimi mesi in Niger, con una missione che avrà il ruolo di consolidare quel Paese, contrastare il traffico degli esseri umani e contrastare il terrorismo". "Con 1.400 militari siamo la forza più rilevante dopo gli Stati Uniti in Iraq". Nel corso del suo intervento, Gentiloni ha annunciato l'intenzione di chiedere al Parlamento di autorizzare l'invio di un contingente militare italiano in Niger, in modo da contrastare il traffico di esseri umani.

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"E' un 'Italia che accoglie, che è in prima linea nello sconfiggere i trafficanti, un'Italia che lavora per i diritti umani, addirittura, come è accaduto due giorni fa, aprendo per la prima volta un corridoi umanitario per i rifugiati in Libia", ha affermato il primo ministro. Il Presidente del Consiglio dei ministri italiano ha anche tracciato un bilanco della lotta al nuovo schiavismo: la missione navale europea, sotto direzione italiana, ha portato nel 2017 al fermo di 130 scafisti e alla distruzione di circa 600 barconi.

"Lo abbiamo fatto anche grazie alla missione di formare personale e di consentire alle autorità libiche, nonostante la loro fragilità, di avere un controllo maggiore dei loro confini".

Gentiloni ha precisato che l'Italia tutela il proprio interesse nazionale e lo fa "sempre in amicizia con gli altri Paesi".

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