Cosa ha detto il premier Gentiloni alla conferenza stampa di fine anno

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La legislatura si è conclusa tra le polemiche sulla mancata approvazione della legge sullo Ius Culturae, ma il premier, pur rammaricato, rivendica il lavoro fatto sul piano dei diritti civili: "Il capitolo dei diritti è purtroppo incompiuto, ma è un capitolo storico: l'anno scorso è stata approvata la legge sulle unioni civili, quest'anno i provvedimenti sul contrasto alla violenza contro le donne, il biotestamento". E aggiunge: "Vigileremo perché il risanamento prosegua con ritmo necessario ma evitiamo crisi create da regole improvvisate. Ora ci affidiamo a Mattarella, grazie per il ruolo garante". Poi un complimento (da lui dovuto, ma mendace) a Renzi: "ha messo in campo un dinamismo e una capacità di riforme straordinario, lasciando in eredità anche pacchetti di decreti attuativi molto rilevanti". "Oltre a svolgere il mio ruolo fondamentale che sarà quello di Presidente del Consiglio (.) darò un contributo alla campagna elettorale del mio partito che è il Pd", ha spiegato Gentiloni.

"Io penso che, anche se si ragiona guardando al futuro di alleanze, è molto importante il riconoscimento della forza e della qualità di un sinistra di governo, da lì bisogna partire".

Con ogni probabilità, nel corso della conferenza stampa di fine anno, il primo ministro si soffermerà sull'impossibilità di andare avanti sulla legge di cittadinanza per gli 800mila figli di stranieri nati in Italia, non essendoci i voti per rischiare la fiducia e i numeri per portare a casa il provvedimento.

"NON SIAMO PIÙ FANALINO DI CODA" - "Il fanalino di coda dell'Europa non siamo più noi". E' un errore consentirlo, persino per i paesi che ne sono protagonisti. Le formule il modo le discuteremo.

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Nei giorni scorsi, però, Sona e Serpa sono stati avvistati più di una volta insieme . Claudio e Mario ufficializzano la loro storia con dei dolci post su Instagram .

In prima fila il presidente della commissione Diritti umani del Senato, il politico sassarese Luigi Manconi: "Ma chi l'ha detto, che si debba votare il 4 marzo?" Proprio in ambito continentale, ha detto ancora, nel 2017 ci sono stati "mesi di successi e impegni che mi auguro che il 2018 possa confermare". Ci sono regole europee che riguardano deficit e surplus. Insomma, "più avremo una campagna lontana dalla facile vendita di paure, di illusioni e di dilettanti allo sbaraglio, meglio sarà per il Paese".

"C'è un corpo a corpo continuo che facciamo noi e i sindaci con le strozzature burocratiche". La campagna elettorale è di fatto cominciata: la speranza è che gli italiani abbiano una buona memoria.

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L'anno che finisce è stato quella della sconfitta di Daesh, che controllava una porzione di territorio così vasta tra Siria e Iraq.

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