Giornata della Pace. Il primo Angelus del Papa è per i migranti

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L'anno si apre con una novità: "l'uomo non è più solo; mai più orfano, è per sempre figlio". Infatti, sostiene Francesco, "è specchiarci nel Dio fragile e bambino in braccio alla Madre e vedere che l'umanità è cara e sacra al Signore". "Perciò, servire la vita umana è servire Dio e ogni vita, da quella nel grembo della madre a quella anziana, sofferente e malata, a quella scomoda e persino ripugnante, va accolta, amata e aiutata". E conclude: "La Madre, firma d'autore di Dio sull'umanità, custodisca quest'anno e porti la pace di suo Figlio nei cuori e nel mondo". Alcuni, in passato, chiesero di limitarsi a questo, ma la Chiesa ha affermato: Maria è Madre di Dio. Mentre il 2017 "che Dio ci aveva donato integro e sano, noi umani l'abbiamo in tanti modi sciupato e ferito con opere di morte, con menzogne e ingiustizie", aveva sottolineato il Papa ieri al Te Deum, l'ultima celebrazione dell'anno che ha visto in basilica anche la sindaca di Roma Virgina Raggi.

È la preghiera, dice Bergoglio, "dei vecchi monaci russi mistici". Si è conclusa con questo appello alla parte sana della città di cui è vescovo, l'omelia del Papa. Gesù è infante, ovvero "senza parola".

Ecco "i segreti della Madre di Dio: custodire nel silenzio e portare a Dio". "Ugualmente sento in me una grande stima per i genitori, gli insegnanti e tutti gli educatori che, con questo medesimo stile, cercano di formare i bambini e i ragazzi al senso civico, a un'etica della responsabilità, educandoli a sentirsi parte, a prendersi cura, a interessarsi della realtà che li circonda", ha proseguito Francesco, secondo il quale "queste persone, anche se non fanno notizia, sono la maggior parte della gente che vive a Roma".

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Al commento tecnico Claudio Mezzadri , mentre le telecronache sono affidate ad Elena Pero e Luca Boschetto . Si riparte da Abu Dhabi , il torneo esibizione che chiude il 2017 ma che di fatto apre il 2018.

Il Pontefice ha quindi invitato a ritrovare il silenzio e anche a sostare in silenzio davanti al presepe. Guardando in silenzio, lasciamo che Gesù parli al nostro cuore: "che la sua piccolezza smonti la nostra superbia, che la sua povertà disturbi le nostre fastosità, che la sua tenerezza smuova il nostro cuore insensibile".

"Rtagliare ogni giorno un momento di silenzio con Dio è custodire la nostra anima, la nostra libertà dalle banalità corrosive del consumo e dagli stordimenti della pubblicità, dal dilagare di parole vuote e dalle onde travolgenti delle chiacchiere e del clamore".

Per quella giornata, esprimendo il proprio sostegno al messaggio di Papa Francesco "Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace", la Comunità di Sant'Egidio ha organizzato marce, manifestazioni e iniziative pubbliche a sostegno della pace in città di tutto il mondo. Ma "una domanda potrebbe sorgere: perché diciamo Madre di Dio e non Madre di Gesù?". "La devozione a Maria è esigenza della vita cristiana", non un "galateo spirituale".

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