Pepi aveva ragione, quei Modigliani sono falsi

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Erano falsi i quadri di Modigliani esposti a Genova nel marzo scorso a Palazzo Ducale: tutte le opere, tranne una, sono risultate dei falsi. Palazzo Ducale rimarca di non avere organizzato direttamente la mostra avendone commissionato la realizzazione e la selezione delle opere, a un partner di prestigio nazionale e internazionale come MondoMostre Skira con cui, da anni, ha avviato una consolidata e importante collaborazione a partire dalle mostre "Frida Kahlo" e "Da Van Gogh a Picasso".

Per chi non lo ricordasse, la procura aveva sequestrato le opere nel luglio 2017, facendo chiudere la mostra anticipatamente. "Siamo costituiti come parte offesa, seguiremo il procedimento".

Palazzo Ducale "prende atto dell'iniziativa della Procura di Genova, alla quale ha fornito come doveroso la massima collaborazione" si legge in una nota e si considera 'parte lesa'.

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Pepi aveva ragione, quei Modigliani sono falsi

Un mese dopo il ritrovamento, tre studenti universitari livornesi dichiararono la burla e la certificarono con prove ineludibili: una delle tre teste l'avevano fabbricata loro col trapano, faccenda che si poteva ammirare in una photostory di innegabile efficacia.

Si difende Chiappini il curatore della mostra genovese: "Per me non cambia nulla". Bisognerà risalire alla fonte, a chi ha fatto la prima attribuzione. "Bisognerà leggere la perizia - prosegue Chiappini -: certo è che se parla di cornici è ridicolo". E cioè che 13 delle opere in mostra al Ducale firmate da Modigliani erano "palesemente dei falsi". Soltanto per un disegno sarebbe stata accertata l'autenticità.

L'inchiesta, affidata ai carabinieri del nucleo operativo tutela patrimonio culturale di Roma, era partita da un esposto del collezionista d'arte toscano Carlo Pepi. Tra i dipinti sequestrati anche quelli attribuiti a Moise Kisling, dopo che l'esperto Marc Ottavi, catalogatore ufficiale dell'opera del pittore polacco, ne aveva dichiarato la falsità.

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