M5S, Di Maio sul palco presenta De Falco candidato in Toscana

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Assieme agli altri esponenti di primo piano del M5S, Di Maio ha concluso oggi all'Aurum di Pescara i lavori della tre giorni programmatica del Villaggio Rousseau.

Durante la conferenza stampa i presentazione dei 20 punti programma elettorale Di Maio ha portato sul palco con sé "le lady di ferro" del M5S Laura Castelli, Paola Taverna e Giulia Grillo.

In serata la ufficializzazione dei vincitori delle "parlamentarie" che saranno candidati nelle liste e nei collegi di Camera e Senato. "I nostri 300 candidati ai collegi uninominali faranno tremare i polsi agli altri partiti", ha detto Di Maio precisando che la lista completa sarà data tra le 20 e le 21, quando il forum sarà finito. Lo dice in un'intervista a Il Foglio, in edicola lunedì, dove spiega: "Penso che il rispetto agli elettori del cinque stelle sia dovuto.Ma penso che la possibilità che il Movimento 5 stelle arrivi a guidare il governo non ci sia".

"C'è stato un tempo - ha detto Di Maio - in cui una sola persona poteva riunire" un grande numero di persone ed era "Beppe Grillo, che sarà sempre una parte fondamentale del Movimento".

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"Il nostro non è un programma di destra o di sinistra - ci tiene a precisare Di Maio - ma un programma che mira a migliorare la vostra qualità della vostra vita".

Tra i punti nel programma anche la riduzione delle aliquote Irpef per il ceto medio; la no tax area fino a 10mila, daspo per i corrotti e riforma della prescrizione. "Se sei corrotto - dice - non devi più avere a che fare con la Pubblica amministrazione" e il M5s vuole inserire "agenti sotto copertura per i reati di corruzione e le intercettazioni informatiche con i virus trojan nei Pc e negli smartphone sempre per i reati di corruzione".

Via subito 400 leggi inutili, reddito e pensione di cittadinanza, meno tasse a cittadini e imprese e 50 miliardi di tagli ai costi e gli sprechi della politica, via la Fornero e La Buona Scuola. Di rilievo nella giornata di ieri la comparsa del sociologo Derrick de Kerkhove, studioso della società digitale, che ha lanciato un allarme sulla democrazia diretta, che lui giudica "pericolosa", per poi precisare che non si riferiva ai progetti del M5S. "Se vogliamo salvare il Made in Italy va reso competitivo". "Ma fuori dall'Italia nessuno mi ha mai mostrato preoccupazione per la possibilità, a cui nessuno crede, che il movimento possa arrivare al governo". "E ora, se vorranno gli italiani, cambieremo l'Italia dal governo". Questo è ad esempio il caso del giornalista Gianluigi Paragone in Lombardia, del capitano che esortò Francesco Schettino a tornare sulla Concordia, Gregorio De Falco in Toscana, il presidente di Adusbef, Elio Lannutti, nel Lazio.

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