Luca Guadagnino: "L'Italia è pronta per l'amore tra Elio e Oliver"

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Non perdete, quindi, per nessun motivo Chiamami col tuo nome, uscirete dalla sala (e non fatelo prima della fine dei titoli di coda!) col cuore gonfio e con la consapevolezza di aver visto un grande film. Man a mano acquista potere e diventa produttore e nel momento in cui c'è stato da cercare un regista per dirigere l'adattamento dell'omonimo romanzo, Guadagnino si è proposto come tale nonostante stesse alle prese con il reboot di Suspiria. Se il vero artista non è colui che crea bene ma colui che ben recepisce, Guadagnino ci dimostra di essere un raffinatissimo osservatore della realtà.

È un film di una poesia magnetica e struggente che racconta la purezza di un sentimento ancora incontaminato dalle disillusioni della vita adulta. "E' un percorso, quello di 'Call me by your name', molto pacato, molto minimale, che ha avuto questo tipo di risultato, e insegna che la passione e l'inaspettato vanno mano nella mano". Entrambi posseggono una forte espressività negli occhi, sia quando si guardano, e si osservano, sia quando gettano lo sguardo nel vuoto, alla ricerca di spiegazioni interiori. Anche se è proprio il più giovane, Elio, ha da mettere le carte in tavola e a costringere il partner a una risposta fisica e verbale. Non solo: per l'opera di Luca Guadagnino sono arrivate le candidature anche per il Miglior Attore Protagonista, la Miglior Sceneggiatura non Originale e la Miglior Canzone.

Che cosa si prova ad essere candidato agli Oscar?

L'autore non ha voluto rivelare di più, ma ha aggiunto che vorrebbe lavorare nuovamente con Sufjan Stevens, già autore della colonna sonora in Chiamami Col Tuo Nome.

Perché “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino è già da Oscar
Oscar, per Guadagnino quattro nomination

Perché ciò di cui parla Guadagnino è anche il rischio del non vissuto (tradotto nel film attraverso la figura paterna): meglio piangere tutte le lacrime del mondo per qualcosa che si ha avuto il coraggio di affrontare accelerando i tempi della propria crescita personale ed emotiva, piuttosto che lasciarli scorrere indisturbati, lenti, rassicuranti, ma permeati di nostalgia.

Estate 1983. Elio (Timothée Chalamet) è un diciassettenne italoamericano che trascorre le vacanze nella signorile casa di famiglia, situata nella campagna cremasca (zona nota al regista). Elio viene immediatamente attratto da questa presenza che si trasformerà in un rapporto che cambierà profondamente la vita del ragazzo. Chiamami col tuo nome è soprattutto un film di rara bellezza, dove la scenografia, i paesaggi, i sospiri, le luci e le ombre di un'estate calda e afosa sono la cornice essenziale per mistificare l'amore proibito esploso fra due persone dello stesso sesso. Per questo la villa settecentesca e dimora dei Perlman non rimane soltanto un luogo, ma una parte integrante di tutta la vicenda, con cui i personaggi possono interagire.

Aver lavorato su una storia così forte e particolare, ti ha arricchito nel tuo rapporto con l'amore? Scopo del film è quello di emozionare, proprio come "una scatola di cioccolatini".

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