Totò Schillaci: "A Vicini devo tutto"

Adjust Comment Print

Vicini è morto martedì nella sua abitazione di via Aldo Moro, a Brescia.

Univoco il ricordo dei tanti ex Azzurri presenti alla cerimonia: "Un grande mister, una bellissima persona - ha detto Paolo Maldini - ho uno splendido ricordo di lui: è proprio sotto la sua guida che ho debuttato con la maglia della Nazionale e da quel momento ha sempre creduto in me, standomi vicino anche nei momenti difficili". Vicini venne confermato, ma con l'Italia che fallì la successiva qualificazione agli Europei del 1992 la sua avventura da commissario tecnico si chiude dopo lo 0-0 in casa dell'Unione Sovietica allo stadio Lenin di Mosca nell'ottobre del 1991. Aveva costruito un gruppo eccezionale che fece grandi risultati, purtroppo non vincemmo il Mondiale ma l'Italia di Vicini era una splendida Nazionale. L'ex commissario tecnico della Nazionale, famoso per aver guidato l'Italia ai Mondiali del 1990, si è spento a Brescia. Gli Azzurri. In questo modo Vicini amava definire i suoi giocatori, quasi come se fossero dei carabinieri al servizio dell'Italia e del calcio italiani. Arrivò sulla panchina della Nazionale all'indomani dell'addio di Bearzot dopo i mondiali di Messico 1986. A Brescia chiude la carriera di calciatore e nel 1967-68 inizia quella di allenatore che gli darà grandi soddisfazioni.

Ausilio: "Vi spiego la trattativa per Pastore. Icardi? Non commento"
C'è stato l'interesse di un club ma non abbiamo approfondito la questione anche perché Spalletti conta tanto sul giocatore.

Eppure quella nazionale, così ricca di talento, la nazionale dei Baggio, dei Vialli, dei Giannini, dei Mancini, dei Donadoni, dei Bergomi, dei Baresi, dei Totò Schillaci, fu una di quelle che entrarono davvero nel cuore profondo del Paese. Queste le parole di Azeglio Vicini che rilasciò in occasione della festa per i suoi 80 anni. Un'idea e una approccio calcistico che il suo successore alla carica di ct azzurro, Arrigo Sacchi, ha poi ereditato e elaborato nella giusta direzione verso un calcio moderno ("alla Sarri"). Vicini, gentiluomo nella vita e sul campo, era un mediano: in una carriera durata 12 anni seppe vincere (due promozioni con il Vicenza e il Brescia) senza picchiare: non fu mai espulso e quella signorilità l'ha portata in panchina.

Comments