Biotestamento, malata di Sla decide di 'staccare' la spina

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Sebastian, il cugino, ha infatti spiegato che si è trattata di una scelta presa dalla stessa Patrizia, in maniera molto lucida e allo stesso tempo coraggiosa.

Patrizia, come prescrive la legge, ha dovuto manifestare per quattro volte la sua volontà di "staccare la spina" e dopo aver dato il suo assenso ai medici alla rinuncia alla ventilazione meccanica e all'inizio della sedazione palliativa profonda. Patrizia Cocco era titolare di un'agenzia di viaggi. È il primo caso di morte assistita, o almeno il primo a essere reso pubblico, dall'entrata in vigore della legge sul biotestamento. "La nuova legge permette ai medici di dare subito esecuzione alla volontà del paziente senza doversi rivolgere al giudice come succedeva prima della sua entrata in vigore e così a Patrizia è stato permesso di fare la sua scelta".

Patrizia Cocco nello scorso mese di giugno si era rivolta all'Associazione Luca Coscioni - e in modo particolare a Marco Cappato - per richiedere informazioni circa il percorso da affrontare per giungere al diritto di porre fine alla propria esistenza e ad una vita che dopo anni di malattie non riteneva più degna di essere vissuta.

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La donna, secondo le testimonianze, poteva scrivere solo tramite un comunicatore oculare, come spesso succede ai pazienti affetti da Sla. Quando l'iter parlamentare si è incanalato verso l'approvazione, ha aspettato che il suo Paese le desse la possibilità di dire basta e non soffrire più. Non riuscire più a muovere i muscoli è qualcosa di terrificante che nessun essere umano dovrebbe mai provare. La procedura è stata avviata alla presenza, oltre che dei testimoni, di psicologo, palliativista, rianimatore, anestesista e medico di base. Nel suo biotestamento ha chiesto di rinunciare alla ventilazione meccanica dando il consenso per la sedazione palliativa profonda. Tre anni fa, però, la malattia ha cominciato a galoppare: prima le mani che non si chiudevano più, poi la difficoltà a deglutire e a formulare frasi compiute, quindi la tracheotomia.

Ha stretto la mano di sua mamma e dei suoi cari, come riporta il quotidiano L'Unione Sarda, prima di chiudere gli occhi dopo cinque anni di lotta contro la Sclerosi laterale amiotrofica. Come è successo alla donna, ognuno di noi potrà dare indicazioni anticipate sui trattamenti sanitari che vorrà ricevere e quelli ai quali rinuncerebbe nel caso in cui, in un futuro, non fosse nelle condizioni di farlo.

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