Bollette a 28 giorni: su aumenti tariffe indaga Guardia di Finanza

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La vicenda delle bollette a 28 giorni è da tempo sotto il fuoco delle associazioni dei consumatori, che hanno depositato diverse segnalazioni all'Agcom e all'Antitrust con la richiesta di verificare la presenza o meno di un accordo (cartello) fra gli operatori sui prezzi, in particolare sulla legittimità dell'aumento medio dell'8,6% delle tariffe mantenuto dopo il ritorno alla fatturazione a 30 giorni.

Le Fiamme Gialle indagano sul caso delle bollette a 28 giorni.

È una "ottima notizia" che il Nucleo speciale antitrust della Guardia di finanza stia svolgendo un'attività ispettiva presso i principali operatori di telefonia fissa e mobile per possibili intese restrittive della concorrenza collegati alla fatturazione mensile delle bollette.

L'entrata in scena dei finanzieri lascia intendere che l'Antitrust aprirà una formale istruttoria, cioè un processo d'accusa, sul caso lamentando il presunto "coordinamento" tra le società, a danno della competizione e a danno degli utenti finali.

Sale la tensione in Medio Oriente tra Israele e Iran
Un drone di fabbricazione iraniana è penetrato nello spazio aereo israeliano , al confine con il Golan. Secondo i media, la base da cui è partito il drone iraniano si trova a Tadmor , nel deserto siriano .

Gli operatori di telefonia dal canto loro hanno comunicato nelle scorse settimane il ritorno alla fatturazione mensile delle offerte commerciali stabilito dalla legge 172 del 4 dicembre 2017, che ha fissato nel 4 aprile prossimo il termine massimo per ripristinare il ciclo mensile sia per la telefonia fissa sia per quella mobile, in sostituzione della fatturazione ogni 4 settimane. Oltretutto le ispezioni non hanno riguardato solamente Vodafone e TIM ma anche Fastweb e WindTre seppure quest'ultima non aveva rilasciato informazioni nella stessa data degli altri.

Resta invece congelato il capitolo rimborsi.

"Ora ci auguriamo che il procedimento ispettivo possa appurare quanto prima se i comportamenti degli operatori telefonici configurino una violazione dei diritti dei consumatori, che non possono essere danneggiati dall'inaccettabile prepotenza degli operatori". Un dubbio peraltro condiviso dal Partito Democratico, che ha a sua volta presentato esposti al Garante per le Comunicazioni e al Garante della concorrenza. In precedenza, era circolata tra l'altro l'ipotesi di un rimborso forfettario di 50 euro.

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